Adozione gay e Pacs secondo Fassino e Berlusconi

La solita strana, contraddittoria Italia. Quella dei politici naturalmente. Quella che si gioca ai dadi i diritti civili glbtq (e non solo i loro). Quella delle opinioni personali, delle opinioni pubbliche, delle prese di posizione ufficiali che giungono da contesti non ufficiali, quella della politica fatta sui media più che in sede parlamentare.

Quello che abbiamo in mente sono due notizie di oggi che riprendono il tema caldo dei diritti delle famiglie glbtq. Da una parte c'è Piero Fassino, leader dei Ds, che in un'intervista alla trasmissine televisiva Telecamere dà la propria opinione personale su eutanasia e adozioni gay:

E' una scelta molto delicata e difficile. Io personalmente non sono favorevole a questa ipotesi anche se è lecito pensarla diversamente ed in ogni caso io non dò un giudizio morale. [...] Non credo che sia una scelta che la società possa accogliere e neppure penso che sia utile per il bambino essere adottato e crescere con due persone dello stesso sesso. [...] L'adozione non può essere letta mai come un diritto di etero né di omosessuali. Non bisogna partire dagli adottandi perché il centro devono essere gli adottati. [...] E' sbagliato affrontare questi temi come battaglie ideologiche, del campo contro campo, occorre invece costruire soluzioni ragionevolmente condivisibili.

Dall'altra parte troviamo Silvio Berlusconi che, durante un pranzo con i senatori di Forza Italia, ha espresso un atteggiamento favorevole nei confronti del ddl a cui sta lavorando il governo Prodi per la tutela legale delle coppie di fatto. "Libertà di coscienza", dunque, e rispetto delle scelte individuali sui temi morali; un'opinione che sembra far eco a quanto espresso da Fini gei giorni scorsi.

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