Sean Penn avrà l'Oscar gay che mancò a Brokeback?

Solo tre anni fa un film come Brokeback Mountain, onusto di premi ricevuti in giro per il modo (Leone d'oro a Venezia e Golden Globe negli Usa), entrava nella notte degli Oscar con un carico di candidature, ma ne usciva con la delusione di essere sconfitto nella corsa a miglior film (a favore di Crash, di Paul Haggis) e miglior attore protagonista (Philip Seymour Hoffman, protagonista di Truman Capote, al posto di Heath Ledger). Piccole consolazioni con le statuette per regia, sceneggiatura non originale e colonna sonora.

Quest'anno, ci si chiede se l'elemento gay - che forse giocò a sfavore del film di Ang Lee - sarà superato e se Milk, di Gus Van Sant, riuscirà a prevalere come miglior film e mieterà successi a partire dalle 8 nomination.

L'interpretazione di Sean Penn - ieri ho rivisto il film doppiato - è maiuscola; la pellicola è molto asciutta, per nulla retorica e anzi ricca di pathos, senza cadere nel lacrimevole. In passato sono stati premiati solo attori che interpretavano gay morenti (Tom Hanks in Philadelphia) o trans e lesbiche punite dalla vita (Hilary Swank in Boys don't cry e Charlize Theron in Monster); al contrario non è stata premiata la trans a lieto fine di Transamerica Felicity Huffman. Però Milk alla fine muore. Vedremo che succederà.

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