"Nativity": una performance per la natività queer


Nuove forme di genitorialità glbtq scendono oggi in strada a Bologna nell'ambito di una performance artistica di Francesco Paolo Ruggiero realizzata in collaborazione con il collettivo Antagonismogay. A partire dalle ore 17.00 il giovane artista porta in giro per la città i pancioni posticci di mamme artificiali e arte-fatte, decostruendo lo stereotipo cristiano ed eterosessuale della natività. "Nativity" è una riflessione sul "peso" culturale del diventare madre che, con un atteggiamento insurrezionale e migrante (e soprattutto queer), vuole dare corpo a una “zona temporaneamente autonoma” di affermazione di sè e del diritto alla genitorialità, a prescindere da orientamenti sessuali e identità di genere.

Riportiamo qui di seguito un estratto dal testo critico dell'evento:

Un gruppo di donne (non necessariamente biologiche) col pancione posticcio in evidenza prende un autobus dalla stazione, nel tardo pomeriggio. Come se tornassero da un viaggio, da un altrove fecondo di possibilità, le donne portano valige e bagagli, pesi che si aggiungono al peso del puerperio.
Il gruppo di donne costituisce una sorta di famiglia irregolare, che si regge su rapporti di perfetta specularità tra i diversi membri. Le donne non hanno accanto a loro i partner che dovrebbero averle fecondate; sono madri di provetta, gravide di fecondazioni assistite. Ciascuna è partner per le altre. Una grande famiglia formata solo da madri. Una famiglia in viaggio.
Arrivate a Piazza Maggiore le donne, con le loro pance e i loro bagagli, scendono e restano in attesa di un altro autobus.
In questo passaggio da un autobus all’altro si procrastina il raggiungimento della meta e il momento del parto. E l’omofonia tra parto e partenza mette in luce che il diritto alla genitorialità per tutt*, nessun* esclus*, non trova asilo nell’Italia del 2006.

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