Quella gran bugiarda di Paolo Poli

Copertina del libro Siamo tutte della gran bugiarde di Paolo Poli e Giovanni PannacciTra un paio di mesi compirà ottanta anni Paolo Poli, grande attore teatrale italiano che non ha mai nascosto la sua omosessualità. Per l'occasione la Giulio Perrone Editore ha pubblicato un libro dal titolo Siamo tutte delle gran bugiarde, una sorta di biografia di Poli. Il curatore della pubblicazione è Giovanni Pannacci, al quale abbiamo rivolto alcune domande.

Come nasce la tua passione per Paolo Poli?
Come scrivo nel libro ho fatto in tempo a vederlo in bianco e nero in tv, raccontare favole nei programmi per ragazzi. Poi, da appassionato di teatro, ho visto più o meno tutti i suoi spettacoli dagli anni ottanta in poi. Mi ha sempre molto colpito per la sua straordinaria capacità di essere dissacrante e ironico, ma anche coltissimo e raffinato. Aspetti oggi sempre più rari, in questo paese.

La tua opinione sulla figura di Paolo Poli nell'ambito della cultura italiana.
Sai, dall’ottimo esito che sta avendo il libro, stiamo toccando con mano l’affetto e la considerazione che una massa di pubblico ampio e trasversale nutre per Paolo Poli. Credo che di lui si apprezzi soprattutto la libertà, l’anticonformismo, la lucidità e la schiettezza che mostra nell’analizzare gli aspetti più controversi della nostra società e questo, a mio avviso, è uno dei compiti essenziali dell’intellettuale. Ciò che impedisce (per fortuna!) a Poli di diventare in tutto e per tutto un “maestro di pensiero” è che a lui non interessa per niente avere la patente di intellettuale. Col suo solito gusto per lo sberleffo e il paradosso, questo signore ottantenne che ha studiato con Roberto Longhi e ha frequentato i nomi più illustri del cinema e della letteratura italiana, ancora oggi si definisce una ballerina di fila! Grande lezione di ironia e umiltà per certi intellettuali di regime che si prendono tanto sul serio.

Cosa rappresenta Paolo Poli per il movimento omosessuale italiano?
A questa domanda Poli risponderebbe: “Chi se ne frega!”. Lui si è sempre adoperato per far emergere la propria personalità e originalità, senza preoccuparsi di cercare consensi o gruppi di appartenenza. Sicuramente per chi ha come obiettivo l’affermazione di sé e l’orgoglio di mostrarsi come veramente è, credo che Poli possa rappresentare un grande insegnamento, ma, ripeto, mi pare che lui sia ben lungi dal considerarsi un modello.

Da Fabio Fazio, Paolo Poli ha detto che forse tu eri un po' invidioso del fatto delle sue ciglia finte.... com'è questa storia?
In realtà nel libro, descrivendo le giornate trascorse con Poli, racconto anche di quando siamo andati in una profumeria cine-teatrale a comprare delle ciglia finte che gli servivano per lo spettacolo. Tutto qua. Evidentemente a Fazio questa cosa è sembrata bizzarra e ha descritto il passaggio del libro come se fossi stato io a essere stupito dalle ciglia finte, figurarsi! Ovviamente Poli, che alla battuta non rinuncia mai, non mi ha risparmiato!

In una intervista ad Aldo Cazzullo, Poli ha detto:

“Intendiamoci: noi ragazze non capiamo nulla di politica. Però non capisco neppure gli omosessuali che chiedono un riconoscimento ufficiale. Mi pare un atteggiamento conservatore. I Gay Pride mi mettono una tristezza infinita, come il Carnevale di Viareggio. Meglio affidarsi all'istinto, come mi hanno insegnato Balzac e Tolstoj e come mi ha ripetuto Freud: il sesso non è tra le gambe, ma nel cervello, il giudizio morale non esiste, siamo tutti buoni e cattivi, casti e perversi. Questo bisogno di tenersi per mano come finocchie contente è roba da psicanalisti. Un marito non l'ho mai voluto. Al sesso sopravvive la stima, della passione resta l'amicizia. La quotidianità è noia; io volevo un vestito e una cravatta come non li aveva nessuno, il mio primo impermeabile era rosa, il primo cappello verde tirolese. C'è stato un uomo importante nella mia vita, che si è svenato per me. Ma ho sempre difeso la mia solitudine”.

Ti va di commentare queste affermazioni?
Ma sai, avrei poco da aggiungere. Piaccia o no, in questa dichiarazione c’è tutto Poli, la sua personalità così forte e strutturata, il suo essere talmente centrato, come uomo e come artista, da non avere bisogno di cercare a tutti i costi il consenso o la legittimazione sociale.

Paolo Poli - Giovanni Pannacci
Siamo tutte delle gran bugiarde. Conversazioni con Giovanni Pannacci
Giulio Perrone Editore, Roma 2009
pagine 128, euro 11,00

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