I gay russi denunciano il presidente Medvedev

Quando è stato eletto per succedere a Vladimir Putin - diventato a sua volta capo del governo - aveva suscitato qualche speranza di cambiamento, magari graduale; adesso però i gay russi sono delusi dal presidente Dimitri Medvedev e lo denunciano alla Corte europea dei diritti dell'uomo.

Quali sono le accuse? Medvedev, secondo la comunità lgbt russa, non ha fatto abbastanza per accogliere le richieste del collettivo e per promuovere i diritti delle persone omosessuali: in particolare non si è attivato di fronte alla richiesta di ottenere uno stadio per organizzare il Gay Pride a Mosca a maggio 2008, quando però il presidente era appena entrato in carica.

Dopo che i tribunali russi hanno respinto la loro denunce, i gay si rivolgono quindi a Strasburgo, visto che in Russia la comunità lgbt subisce continue persecuzioni. Vi ricorderete gli scontri di piazza, in cui furono coinvolti anche deputati europei e manifestanti occidentali, e il rifiuto ribadito del sindaco di Mosca, Yuri Luzhkov, di consentire la marcia del Pride.

In un primo momento Medvedev, sostengono gli organizzatori, aveva "preso in considerazione" le loro istanze, ma poi tutto è stato lasciato correre. Certo non deve essere facile per il presidente superare l'omofobia radicata nel paese, anche grazie alla chiesa ortodossa che in questo senso è persino più violenta e aggressiva di quella cattolica.

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