Colombia: la Corte Suprema cambia 20 leggi per dare diritti ai gay

Qualche giorno fa vi abbiamo riferito che in Colombia la Corte Suprema - in mancanza di un intervento del Parlamento - ha stabilito che in qualche modo devono essere garantiti alcuni diritti anche alle coppie gay e lesbiche che vivono nel paese. Ma che cosa hanno deciso in concreto i giudici?

La Corte - il massimo organo giuridico del paese, custode della Costituzione - ha modificato 42 disposizioni, contenute in almeno 20 leggi, per offrire una tutela concreta e includere in un quadro legale anche le unioni fra persone dello stesso sesso, finora ignorate dalla legge, come segnala l'associazione Colombia Diversa.

Concretamente i membri della forza pubblica potranno esigere che i loro compagni dello stesso sesso siano curati a spese del ministero della Difesa; le persone omosessuali non potranno essere obbligate a testimoniare contro il proprio compagno (un diritto finora riconosciuto solo ai coniugi); e potranno indicare il compagno o la compagna come beneficiari delle assicurazioni, in particolare per quello che corrisponde all'assicurazione rc auto. In tutti questi casi basterà prima un riconoscimento ufficiale presso il notaio. Ma non finisce qui.

Le coppie dello stesso sesso potranno acquistare casa e proteggerla come patrimonio familiare inalienabile, ma - come spiega il presidente della Corte Humberto Sierra - non ci sono solo diritti, ma anche doveri, come l'obbligo di mantenimento in caso di separazione e il dovere di gestire correttamente il patrimonio familiare. E, in caso di violenza, le aggravanti per violenza familiare.

Ma non basta: per la prima volta la giustizia riconosce diritti politici che scaturiscono da un'unione dello stesso sesso. Se uno dei coniugi è straniero potrà ottenere la cittadinanza colombiana, esattamente come in un matrimonio eterosessuale. Forse anche la Corte Costituzionale italiana si potrebbe muovere in questo senso, no?

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