L'Irlanda avrà le unioni gay in primavera (forse)

Sono anni che il governo (di centrodestra) irlandese parla di regolamentare le unioni civili fra persone dello stesso sesso, tanto più che in Irlanda del Nord da più di tre anni è in vigore la civil partnership solo-gay britannica. Stavolta però c'è un dato ufficiale: il governo ha fissato la primavera per la discussione della legge che introdurrà diritti e doveri in settori come le pensioni, la sanità, i diritti di proprietà, le tasse, l'eredità e gli obblighi di mantenimento.

Nemmeno in discussione, invece, il matrimonio dal momento che per introdurre le nozze gay bisognerebbe cambiare la Costituzione e questo innescherebbe, secondo l'esecutivo, tensioni e contrapposizioni inutili. Ciononostante la chiesa cattolica, per bocca del Sean Brady, ha già rivendicato il diritto di intervenire nel dibattito, dal momento che temi "come il matrimonio e la famiglia sono di interesse pubblico".

Non solo: con questa proposta il governo potrebbe "venir meno" all'obbligo costituzionale di difendere e promuovere il matrimonio. Ma se di matrimonio non si parla affatto? Italia o Irlando questi cardinali sono tutti uguali; sono i politici, ahinoi, che cambiano.

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