Il "soccorso nero" salverà le unioni civili?

Ormai siamo ridotti a sperare anche l'insperato e affidarci a qualunque santo, pur di vedere una legge qualunque - la più misera, la più ingiusta - a (parziale) tutela delle coppie dello stesso sesso.

L'ordine del giorno del Senato, infatti, non fa che spostare il problema, ribadire una discriminazione (subito, qui) e annunciare che in futuro si farà qualcosa, forse vedremo se saremo tutti d'accordo.

Una piccola, flebile e quasi ottusa speranza, però, ci arriva dalle lotte di potere interne al centrodestra e al centrosinistra. Se Pierferdinando Casini lancia appelli a Rutelli, Mastella e alla Margherita per fare "fronte comune" così come fu ai tempi della fecondazione assistita, a destra dello schieramento non stanno a guardare.

Non è un caso che Gianfranco Fini si sia espresso con toni possibilisti sulla questione delle unioni civili, anche fra gay o lesbiche, mentre anche il suo compagno di partito, Francesco Storace, non ha escluso un dibattito sincero.

Non è che i due siano diventati all'improvviso illuminati e liberal; è che non possono subire oltremodo l'attivismo dei democristiani, dunque devono agire per creare un'alternativa di destra alla Grande Palude Centrista, su cui tanto puntano i reduci della Dc insieme ai grandi capitalisti e a tutti quelli che godono di rendite di posizione. Con i loro difetti, infatti, destra e sinistra spingono comunque al cambiamento, il centro, invece, è sinonimo e garanzia di immobilismo.

Tornando a noi: solo con lievi aperture sulle questioni etiche An si può presentare come un'alternativa laica reale alla sinistra, senza subire l'egemonia democristiana, che pretende di dettar legge con il 6% dei voti.

Se Mastella e i teodem dell'Ulivo azzopperanno la legge sulle unioni civili, arriverà il soccorso nero per conviventi e coppie gay? Forse è troppo sperarlo. Ma ci sono scenari, come questo offerto dal Riformista, che lasciano aperta qualche speranza.

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