Roberto Bolle gay? Prima fa coming out, poi smentisce

Roberto Bolle, uno dei più famosi ballerini della Scala, è gay? La domanda non è nuova, ma la questione viene rilanciata da un'intervista che l'étoile ha concesso alla rivista francese Numéro Homme, in cui a quanto pare ha ammesso di essere gay e di vivere serenamente la propria omosessualità.

"Sono gay, ma in Italia è meglio mantenere un profilo riservato e discreto, visto l'enorme potere conservatore della Chiesa".

Da questa rivelazione è partito un coro di commenti, compreso quello dell'Arcigay che si complimenta con Bolle per la sua sincerità. Peccato che nel giro di poche ore sia arrivato un comunicato stampa in cui Bolle smentisce - pur con estremo tatto - il contenuto dell'intervista e ribadisce di non voler parlare della propria sessualità né di quella di altri, anche se manifesta "simpatia e rispetto per le persone omosessuali". Lui voleva parlare in generale, invece le sue parole sono state interpretate in chiave personale: l'equivoco, sostiene, è nato dalla sua scarsa padronanza della lingua.

Non ho mai parlato della mia sfera privata - afferma Bolle - e non intendo iniziare ora, per cui la notizia del mio presunto "outing" non corrisponde a verità. Come è ormai risaputo, non amo parlare della mia vita privata e non rilascio mai dichiarazioni sulla mia sessualità e su quella di terzi e non credo che questo faccia parte dei "doveri sociali"doveri sociali degli artisti e dei personaggi pubblici. Rimane la mia simpatia e il profondo rispetto per le persone omosessuali. Quello affrontato con il giornalista era un argomento generale e non personale.

Ora. Ognuno ha il diritto, se vuole, di mantenere una certa riservatezza sulla propria vita privata, specie se evita anche di sostenere una parte: in fondo Bolle non ha detto di essere etero, ha detto di non voler parlare di questo aspetto. È vero però che i personaggi pubblici incuriosiscono e attraggono anche per la loro vita privata: è il prezzo che si paga alla notorietà.

Dispiace davvero che Bolle (o il suo manager o i suoi sponsor) abbia sentito la necessità di smentire e calare un velo sulla propria vita, che potrebbe essere un modello positivo per tanti giovani e offrire un volto bello e pulito anche a tanti italiani che non conoscono nessuna persona omosessuale, se non le macchiette che la tv ci propina da 30 anni in qua.

In un paese come la Spagna abbiamo assistito al coming out di militari, giudici, giornalisti, presentatori tv; in Italia neppure un ballerino può dire di essere gay. Forse è vero che il potere della Chiesa è troppo grande, ma più grande ancora è il potere della paura di tanti gay e tante lesbiche che non riescono a vivere alla luce del sole con amici, genitori, colleghi di lavoro. La lezione di Milk è ancora lontana da noi.

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