Milk, la speranza in un domani migliore anche per i gay


"Sono Harvey Milk e sono qui per reclutarvi tutti". Con questa frase-motto Harvey Milk comincia tutti i suoi interventi pubblici, quelli che lo porteranno a diventare un attivista politico per i diritti dei gay, dopo essere stato per 40 anni un oscuro agente assicurativo che viveva a New York da gay "discreto". Battaglie politiche che si concluderanno con sconfitte e vittorie, ma segneranno per sempre il movimento lgbt americano e la lotta per i diritti civili. Sean Penn è Harvey nel film Milk, di Gus van Sant, in uscita venerdì nelle sale italiane. Noi di Queerblog siamo andati a vederlo in anteprima e ve lo raccontiamo.

Il film si apre con immagini d'archivio che mostrano retate e arresti di gay nei bar americani, negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta e per tutta la pellicola Van Sant fa uso di immagini reali, mischiate alle scene girate ex novo. Ne esce fuori una storia realistica, partecipata, ma senza eccessi patetici né scene lacrimevoli. La storia appassionantae di un uomo comune, che ha cambiato la propria vita e ha aiutato molti altri a cambiare la loro. Il tutto sullo sfondo di una San Francisco che da città di cattolici-irlandesi diventa sempre più capitale del movimento gay.

Attenzione, però. Da questa pellicola viene fuori un'America che forse non ci aspettiamo o che conosciamo poco: bigotta, chiusa, violenta, con la polizia pronta a sventolare i manganelli e perseguitare i gay del quartiere di Castro. Una realtà che emerge anche se il regista fa di tutto per addolcire, smussare gli scontri: si vede poco sangue, pochi scontri, poca violenza. A New York c'è già stata la rivolta di Stonewall, ma ancora tanti gay hanno paura di esporsi, di dichiararsi, di combattere per i propri diritti. E personaggi pubblici come Anita Bryant (ex miss America, poi cantante, poi attivista religiosa) conducono violente campagne anti-gay in tutto il paese. Sarà Harvey Milk, diventando il primo gay eletto a una carica pubblica, a dare a tanti la spinta giusta per "uscire fuori dall'angolo buio".

Straordinario Sean Penn, che riproduce nelle movenze e nella voce Harvey Milk, che è inequivocabilmente gay, anche un minimo effeminato, ma non diventa mai un personaggio grottesco, una macchietta. Si tratta di un lavoro immane, che ha portato l'attore a somigliare al suo personaggio nel modo più incredibile. Ma anche gli altri attori - James Franco, bellissimo anche più del solito in versione hippie, Emile Hirsch, Josh Brolin (eccellente) , Diego Luna, Alison Pill - sono somigliantissimi ai veri protagonisti della vicenda.

Il film racconta gli ultimi anni di Milk, da quando lascia New York insieme al suo compagno Scottie, per cercare una nuova vita a San Francisco, fino alla battaglia sulla "proposta Briggs" (la Prop 6) che esclude i gay e i loro sostenitori dall'insegnamento. Una storia impressionante che, vista attraverso le lenti del 2009, ci insegna che le conquiste non sono mai definitive e che le battaglie per i diritti civili non possono essere delegate ad altri, ma vanno combattute in prima persona. Andatelo a vedere; e portateci i vostri amici etero. Milk recluterà anche loro.

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