Avvenire attacca l'Europa su diritti umani e gay

Al quotidiano dei vescovi cattolici non piacciono i documenti sui diritti umani e sui diritti civili, specie quando arrivano dal Parlamento Europeo, specie quando si ricordano di promuovere anche i diritti delle minoranze, comprese le persone lgbt. Di fronte all'ultimo voto dell'Europarlamento, Avvenire ha risposto con un fuoco di sbarramento del suo editorialista Davide Rondoni e dell'inviato a Strasburgo Franco Serra.

Fra tanti argomenti, questioni, appelli e impegni espressi dal documento, guarda caso il quotidiano cattolici mette in rilievo proprio il riferimento a gay, lesbiche e trans e scarica tutto il proprio livore sul Parlamento, accusato di voler "comandare in campo etico". Proprio così si intitola l'editoriale: "L'Europa deve smetterla di comandare in campo etico". Certo, a comandare ci devono pensare vescovi e cardinali, che nessuno ha eletto!

Che Queerblog, parlando della notizia, metta in rilievo l'aspetto che riguarda gay e lesbiche è logico; che lo faccia l'Avvenire è un po' strano e potrebbe risultare anche sospetto. In ogni caso, l'ossessione anti-gay spinge l'Avvenire a obiezioni involontariamente comiche, come quando si chiede perché Strasburgo non si preoccupi di questioni ben più importanti come "le discriminazioni e le persecuzioni anti-religiose perpetrate in varie parti del mondo" e si concentri invece sui soliti temi "dalla discriminazione dei rom, al testamento biologico, dalle coppie omosessuali all’antisemitismo". Forse perché si trattava della "Relazione sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea 2004-2007"?

Rom, ebrei, omosessuali, Eluana Englaro sono ancora discriminati in Europa, mentre - per fortuna - la libertà religiosa non è in discussione. Ma perché non si informano all'Avvenire prima di scrivere sciocchezze?

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