Gay e Bibbia: i cattolici contestano Newsweek

Ricordate la provocazione di Newsweek, secondo cui la Bibbia - se letta senza ideologia - non condanna l'amore omosessuale e di certo non esalta il matrimonio eterosessuale monogamico?

Ai cattolici e ai biblisti non è piaciuta molto quell'inchiesta del settimanale americano, anzi alcuni hanno parlato di ignoranza e superficialità a proposito di quella copertina. Ma che cosa viene contestato a Newsweek?

Innanzitutto Ernesto Borghi, presidente dell’Associazione Biblica della Svizzera Italiana, rimrpovera un'arroganza "politicamente corretta" e poi il tentativo di rivalutare a tutti i costi i legami alternativi al matrimonio. Invece

nell'antichità mediterranea l'omosessualità - in particolare nelle forme della pederastia e dell'amore saffico - era praticata e culturalmente sostenuta non soltanto come possibile, ma come umanamente promozionale ed arricchente. La Bibbia, rispetto a questa prospettiva, è all'opposizione senza sconti e incertezze (cfr., per es., Lv 18,22; 20,13; Rm 1,27.32; 1Cor 6,9.10; Gal 5,19; 1Tm 1,10). Anche taluni rapporti di amicizia particolarmente stretti tra persone dello stesso sesso - si pensi, per esempio, a Davide e Gionata (cfr. 1Sam 18,1ss; 2 Sam 1,26) - non possono certamente essere letti in chiave di relazioni omosessuali, anzitutto se vengono contestualizzati nella cultura dell'antichità mediorientale.

Quanto al matrimonio

la Bibbia, con una chiara univocità pur nelle differenze dei vari testi, sostiene la centralità fondamentale della relazionalità eterosessuale, anzitutto come occasione di umanizzazione principe tra i due partners prima che come opportunità di procreazione della vita. In questa linea viene censurato qualsiasi attentato all'indissolubilità del legame in questione (cfr., per es., Mc 10,1-12 e paralleli; Mt 5,27-28.31-32).

La conclusione di Borghi, però, è di apertura e sorprende rispetto al livello del dibattito cui ci hanno abituato le gerarchie ecclesiastiche italiane.

chi può affermare che in una relazione omosessuale non si possano realizzare tali valori etici in termini di effettiva reciprocità? E se anche la relazione eterosessuale resta il momento più alto della possibilità di comunione interpersonale, è legittimo negare a priori che tra due uomini o tra due donne si possa realizzare, in un clima di pacificazione interiore e di superamento di sensi di colpa paralizzanti, una relazione affettiva di quotidiano, reale dono di sé?

In definitiva "la Bibbia è contro l'omosessualità", ma

"qualsiasi relazione interpersonale che innalzi il tasso di amore altruistico nella società, fosse anche omosessuale, non va certo disprezzata. È legittimo non capirne i presupposti né condividerne l'articolazione e le scelte quotidiane. Ma, quando tali rapporti non sono frutto e causa di violenza morale e/o materiale, chi siamo tutti noi, tanto i singoli individui, quanto le istituzioni, comunque fatte da comuni mortali, per giudicare e condannare?"

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