Michael, padre gay e sincero. Quando la verità premia!

michaelSydney. Incontrai Michael molto tempo fa e fu subito amicizia. Un uomo puro, reale, sincero, affidabile...onesto. Un amico caro, tenero, vicino. Un padre presente. Un gay. Ho deciso di pubblicare la sua storia per testimoniare a favore di quegli uomini (ma anche donne) che spendono parte della propria vita creando una famiglia “regolare” per poi scoprirsi o ammettere che il proprio orientamento sessuale preponderante è omosessuale. Il risultato? Strabiliante.

Ciao Michael, vuoi presentarti ai lettori di queerblog?
Certo. Mi chiamo Michael, ho 43 anni. Australiano. Padre di un ragazzo di 16 e di una bambina di 12. Sposato per 10 anni dopo 2 anni di fidanzamento. Cattolico di nascita con le giuste revisioni durante la mia crescita sia spirituale che culturale.

Dove hai conosciuto tua moglie e come potresti descrivere gli anni di matrimonio?
Ci siamo incontrati e piaciuti durante l’università. Il matrimonio fu bellissimo e per anni siamo stati felicissimi circondati da un forte e profondo amore.

Avevi avuto rapporti omosessuali prima del matrimonio?
In realtà sono sempre stato attratto dagli uomini, ma non riuscivo ad accettarne l’idea. Ho avuto 2 esperienze omosessuali durante l’adolescenza ma le classificai come “normali” per quell’età.

E durante il matrimonio?
Dovevamo organizzare migliaia di cose. Iniziare un lavoro, poi i figli, comprare casa, sistemare e organizzare le proprie vite...la sessualità non era assolutamente preponderante. Poi, nel tempo, la paura di perdere questo amore e di ferire i miei figli mi hanno sempre impedito di verificare la mia attrazione per altri uomini.

Tua moglie lo sapeva o aveva dubbi sulla tua attrazione per gli uomini?
Due settimane dopo il nostro primo incontro ne parlai apertamente con lei. Volevo una storia basata sulla sincerità..per quanto possibile e per quanto delle volte spietata. Dopo un attimo di confusione decidemmo di restare insieme e di andare avanti con i nostri progetti di vita insieme, vivevamo nell’illusione che l’amore potesse bastare.

Poi cosa successe?
Quando mio figlio aveva 2 anni, l’attrazione per gli uomini divenne molto forte e predominante. Ne parlai con mia moglie e decidemmo di andare da un consulente matrimoniale. Con fatica e con la tecnica di repressione delle mie sensazioni rimettemmo la nostra relazione sui binari giusti e le cose continuarono ad andare bene. Ma io non mi sentivo più “bene”, qualcosa dentro di me continuava ad urlare per uscire fuori.

Reprimere la propria attrazione non servì a molto?
In effetti servì soltanto a posticipare l’esplosione. Io non ero felice e per quanto impegnato a tenere sotto controllo la situazione, mia moglie ne respirava la fatica e spesso la disperazione. Mi chiese di andare in analisi ancora una volta. Questa volta cambiammo consulente, non volevo qualcuno che mi bacchettasse o mi dicesse che ero “pazzo”o “confuso” e che con una buona autodisciplina avrei potuto controllare questa confusione. Il nuovo consulente ci lasciò di stucco. Alla seconda seduta lui disse con una tranquillità spiazzante “Michael tu non sei pazzo, sei semplicemente gay. “ La bomba esplose in quel momento. Non si poteva più tornare indietro.

Cosa successe?
Che iniziò il senso del cambiamento. Immediatamente mia moglie ed io ci separammo legalmente e dopo pochi mesi mia moglie con i bambini cambiarono casa. Due mesi non semplici, specialmente per mia moglie. Per quanto intelligente e assolutamente priva di limiti culturali o religiosi, lei era quella che soffriva di più. Per me c’era un nuovo mondo da scoprire, una nuova realtà da guadagnare, una nuova vita da vivere, per lei c’era la solita quotidianità travolta dagli eventi. Iniziai un nuovo lavoro e un collega mi segnalò gamma (gay and married men’s association – n.d.r.). Frequentavo questo gruppo due volte al mese e mi servì moltissimo ascoltare e condividere tante storie diverse accomunate da una stessa “situazione”. C’erano uomini di 60 anni, sposati con figli, ancora avvolti nel mistero e con mille sensi di colpa. Altri, come me, che avevano trovato il coraggio di dichiararsi e di cominciare una nuova vita senza perdere contatto con la precedente. Non fu semplice...il cammino fu lungo. Ma per la prima volta mi parlavano e mi incoraggiavano consulenti senza farmi sentire né pazzo né doverosamente mortificato dai sensi di colpa.

Come è stato gestito il rapporto con i tuoi figli e con tua moglie?
Bè! Con mia moglie i rapporti sono ancora altalenanti. Delle volte il rapporto è ancora pieno di complicità, altre volte diventa gelido. Comunque resta un rispetto reciproco per le scelte fatte, e sicuramente tanta comunicazione per quanto riguarda la crescita dei nostri figli. Con i miei figli, abbiamo prima cercato di “chiarire” il divorzio. A 7 anni mio figlio mi chiese perchè non ci amavamo più (Michael e sua moglie) e io gli risposi “io voglio bene a tua madre ma non la amo come un marito dovrebbe amare una moglie”. Risposte semplici, dirette, senza favole e senza costruirci sopra discussioni. A ogni domanda una risposta, veloce e chiara. L’obiettivo era ed è dare a loro un grande senso di normalità, senza isterismi o paure. Anni dopo mi vide baciare quello che allora era il mio fidanzato. Mi chiese “ma i ragazzi si baciano?” io gli dissi “alcuni lo fanno”. Lo so, sono stato fortunato ad avere una famiglia così preziosa e pronta. Il punto è che da quando mi sono dichiarato, prima a me stesso e poi con le persone che amavo, non ho mai sentito vergogna, frustrazione, imbarazzo. Ero pronto a perdere tutto, non potevo più rimandare la mia vita. Per fortuna non ho perso niente, anzi ne ho guadagnato sotto ogni punto di vista.

Adesso hai una storia sentimentale?
Darlin, ho fatto coming out ed è stato fantastico. Ma poi vivo come tutti gli altri, in cerca perenne della persona giusta. Ne ho trovate alcune, ma tutte sono finite. Come vedi, stessa storia per tutti.

Lascio Michael dopo questa intervista e dopo una splendida cena con il suo primogenito che mi dice dopo aver ascoltato i miei dubbi se restare a Sydney o tornare in Italia: Dai, nessun progetto. Magari trovi l’uomo della tua vita e sarai costretto a vivere qui per poi alzarsi da tavola e raggiungere la sua “fidanzatina” per un gelato insieme. La verità per quanto devastante...porta sempre nuovi inaspettati e meravigliosi frutti. Alla faccia di chi ci vorrebbe tutti con la testa nella sabbia a farci sbranare dai sensi di colpa.

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