Preti gay: l'intervento di Andreoli su Avvenire scatena polemiche

Un (bel) preteApriti cielo (è il caso di dirlo). Come abbiamo riportato, qualche giorno fa Avvenire ha ospitato un intervento di Vittorino Andreoli sui preti e l'omosessualità. Che il giornale dei vescovi italiani affronti tale argomento non è cosa da poco, non lo si dimentichi.

Il giorno dopo l'intervento di Andreoli, il Secolo XIX e Repubblica parlano dell'argomento, pubblicando un'intervista a un sacerdote ligure che ammette di essere omosessuale e di vivere la sua vita con molta serenità. Subito è intervenuto il cardinal Tonini, che, dall'alto dei suoi 94 anni, continua ad instillare il dubbio che omosessualità e pedofilia vadano a braccetto:

“[Il sacerdote gay] deve cambiare strada: come possono le famiglie affidargli i propri figli? O cambia strada o deve lasciare l’abito talare. L’omosessualità è incompatibile con il sacerdozio”.

Dino Boffo - direttore di Avvenire - in un editoriale di ieri accusa i due giornali di cui sopra, ma soprattutto il Secolo XIX, di travisamento dell'intervento di Andreoli e mette in dubbio l'autenticità dell'intervista al prete gay. Commenta il Secolo XIX:

Il Secolo XIX non ha scritto che la Chiesa sia pronta ad ammettere, fra i suoi servitori, la pratica dell’omosessualità. Si è limitato a rilevare che, con l’articolo di Andreoli, ha rotto un tabù. E ha trovato un sacerdote disposto a parlare senza ipocriti infingimenti della sua condizione.

Comunque, per un prete cattolico che fa coming out, troviamo un pastore evangelico, Teg Haggard, si è pentito della propria omosessualità ed è tornato da sua moglie (si spera felicemente).

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