Tutti contro Padova per le coppie gay



È bastato un atto piccolo piccolo - e senza troppe conseguenze - per scatenare le ire dei difensori della "sacra famiglia fondata sul matrimonio". Come se riconoscere diritti alle coppie dello stesso sesso (e ai conviventi che vogliono regolarizzarsi) togliesse automaticamente qualcosa alle unioni matrimoniali.

Ma andiamo con ordine: ieri sera il Consiglio comunale di Padova ha approvato una mozione (qui c'è il testo completo) per far uscire dalla clandestinità i conviventi.

In pratica il Consiglio obbliga la Giunta a modificare l'anagrafe, in modo che ci si potrà registrare come famiglia anagrafica - cosa, questa, già possibile per due conviventi anche dello stesso sesso, ma (ecco la novità!), specificando che si è uniti "da vincoli affettivi".

dei 34 votanti hanno votato a favore in 26 (Ds, Margherita, Sdi, Rifondazione comunista e anche i due consiglieri di opposizione della lista civica Padova positiva Antonella Fede e Luigi Zanesco) 7 i contrari (Forza Italia, Udc e Lega) e un astenuto: il consigliere Tommaso Riccoboni.

Apriti cielo! La questione è arrivata fino al Parlamento e, di fronte ai commenti positivi del governo e del centrisinistra, le destre hanno dato fiato al repertorio dell'omofobia e della discriminazione. A cominciare dall'onorevole Isabella Bertolini di Forza Italia, secondo cui "la mozione parla di riconoscimento di famiglia fondata sui vincoli affettivi. Vincolo affettivo è anche quello che lega gli esseri umani agli animali".

"Quanto accaduto ieri sera in consiglio comunale a Padova è certamente una cosa veramente vergognosa", ha detto la deputata di Forza Italia Giustina Mistrello Destro. "Per quanto riguarda l'anagrafe, non basta una mozione o risoluzione di un consiglio comunale per modificare un provvedimento dello Stato", ha osservato invece il capogruppo dell'Ud Luca Volonté.

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