Il presidente dei gay di San Marino accosta Ratzinger a Hitler

Federico Podeschi

Federico Podeschi (in foto) è presidente dell'Associazione LGBT di San Marino nonché Console onorario della Repubblica di San Marino nel Galles. Nei giorni scorsi Podeschi ha fatto molto parlare di sé perché, in riferimento alla posizione della chiesa cattolica sui gay, ha accostato Ratzinger a Hitler. Ecco alcuni passi della sua dichiarazione:

Il rappresentante scelto dall’uomo per professare la parola di un Dio “che ama tutti”, afferma che difendere il creato non è una faccenda limitata al semplice ambiente, ma significa anche proteggere l’uomo dall’autodistruzione. Poi, ha proseguito affermando con decisione che la teoria sul genere confonde la distinzione tra uomo e donna e quindi potrebbe essere causa dell’“autodistruzione” della razza umana. Non è pensabile che i governi lascino che tale abuso dei diritti delle persone sia tollerato e non affrontato nella maniera dovuta.

Quindi, facendo un paragone storico con la Germania nazista, continua:

Le persecuzioni della Germania nazista nei confronti delle persone omosessuali sono state attuate in quanto gli omosessuali erano ritenuti un pericolo alla normale “mascolinità” e dunque un rischio di contaminazione per la razza ariana. Le dichiarazioni del Papa sono tanto diverse da queste? Siamo di fronte ad un altro dittatore che si nasconde dietro una maschera religiosa? Certamente il Papa potrà affermare che la Chiesa Cattolica non sarà mai promotrice di azioni che possano danneggiare le persone gay e transgender e nemmeno di nessun altro atto di crudeltà. Ma c’è da notare che anche lo stesso Hitler non ha mai ucciso nessuna in prima persona...

Dichiarazioni forti, senza dubbio, ma non isolate (anche don Franco Barbero ha fatto lo stesso accostamento). Com'è facile immaginare le dichiarazioni di Podeschi hanno scatenato reazioni diverse. In ambito politico, Antonella Mularoni, segretario agli esteri della Repubblica di San Marino, ha detto che:

“Ne abbiamo discusso anche in Congresso. Nessuno è obbligato a ricoprire incarichi diplomatici, ma quando assume tali ruoli deve rispettare il ruolo stesso in quanto rappresentante di San Marino. Non vogliamo più che episodi come questo si verifichino in futuro e stiamo valutando l’opportunità, per chi ricopre incarichi diplomatici, di non assumere altri incarichi pubblici come la presidenza di associazioni o altro”.

Alla Mularoni risponde Roberto Ciavatta (Sinistra Unita):

“Le opinioni di Podeschi, quale presidente di un’associazione o semplice cittadino, sono opinioni sue, lei non può pretendere di cambiarle o zittirle. Il problema poteva esserci se Podeschi avesse sostenuto che 'San Marino', condanna queste parole del papa. Ma non è il caso. Il fatto che rappresenti il paese – un paese laico fino a prova contraria – all’estero non significa che debba condividere in privato ogni sua opinione, o subire dopo le ingiurie, le condanne di un vaticano che ripete gli errori di 80 anni fa, anche la condanna del paese da cui è dovuto scappare per gli stessi motivi”

La diocesi di San Marino-Montefeltro ha emesso un comunicato stampa in merito alle dichiarazioni di Podeschi, in cui si ribadiva la fedeltà del clero di San Marino al Pontefice e si stigmatizzavano alcuni atteggiamenti:

“L’uso strumentale che vien fatto di questa o quella affermazione del Sommo Pontefice, proprio perché mal poste da alcuni, possono far apparire il dibattito meschino e le argomentazioni usate fuorvianti e irrispettose della libertà di una maggioranza che invece la pensa in maniera del tutto opposta rispetto alla LGBT”.

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