Il rifiuto familiare danneggia gli adolescenti gay

Avete un figlio gay? La cosa peggiore che possiate fare - se avete a cuore la sua salute e il suo benessere - è ostacolarlo, impedirgli di esprimersi liberamente, fargli sentire la vostra disapprovazione e rifiutarlo. Sembra un consiglio ovvio (e in effetti, un po' lo è), ma se arriva da uno studio scientifico, forse è il caso di farci attenzione.

Secondo un'indagine condotta dall'Università Statale di San Francisco e in corso di pubblicazione sulla rivista Pediatrics, gli atteggiamenti negativi dei familiari danneggiano la salute degli adolescenti omosessuali, provocando una maggiore propensione al suicidio e favorendo l'abuso di droghe.

Quando un genitore critica apertamente l'omosessualità di un figlio o giustifica la violenza omofoba subita, biasimandolo per aver fatto coming out, ne mette a repentaglio la salute e spesso lo spinge ad abbandonare la famiglia. Non è un caso che negli Stati Uniti si stima che il 42% degli adolescenti che vivono per strada appartengano alla comunità lgbt. Questa situazione probabilmente è diversa da quella italiana (dove prevalgono, forse, i legami familiari), ma è un serio campanello d'allarme.

Il rifiuto della famiglia, infatti, è un trauma difficile da superare e uno degli scogli più duri per chi, come un adolescente, scopre di essere gay e di vivere un'esperienza diversa dalla norma che gli viene proposta e imposta dalla società e dalla maggioranza dei suoi coetanei.

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