Amori gay sotto il cielo notturno di Roma

Copertina del libro Sotto il cielo notturno di Roma di Andrea AmbrogettiSotto il cielo notturno di Roma avvengono tante cose, tanti incontri, tanti scontri. Tra i molti eventi, anche, ovviamente, storie di amore e di sesso gay. Il giornalista e fotografo Andrea Ambrogetti nel suo romanzo – Sotto il cielo notturno di Roma, appunto – narra le storie estive di tre ragazzi della Capitale. Un libro che, se si vuole, è una guida alla vita di Roma. Lettura consigliata a chi a Roma c'è, c'è stato o pensa di starci. Anche solo per poco.

Abbiamo rivolto alcune domande all'autore in merito al suo romanzo.

Come definiresti il tuo libro: “racconti di gay romani” oppure “Roma, città dei gay”? È un andirivieni, infatti, di racconti e di scorci di Roma...
Lo definirei come la storia di un'iniziazione omosessuale, che come tale avviene per vie che la società ancora non riconosce del tutto, ma a cui la grandezza di Roma riesce ancora una volta a fare da sfondo e da spinta. C'è una complicità che alla fine lega la città ai giovani protagonisti: apparentemente non è previsto nessun percorso per un giovane gay che vuole fare il “debutto” nella società. Di notte, invece, il discorso cambia. La metafora della faccia e del retro della medaglia è sempre valida.

Come nasce il tuo romanzo?
In parte da un'esperienza personale vissuta alla metà degli anni novanta e in parte dalla fantasia. Mi piaceva l'idea di fissare un attimo delle nostre vite, anche perché il romanzo si svolge lungo un arco di tempo e di spazio limitato: quattro mesi e una stessa città, tranne brevi puntate al mare.

Non ci sono un po' troppi stereotipi nel tuo testo? I vestiti firmati, le macchine intriganti, il taglio dei capelli, discoteche e locali con l'alcool e il fumo...
Attenzione a non confondere le mode e gli stereotipi. Che tanti ragazzi comprino le magliette di Dolce e Gabbana non significa che essi siano tutti uguali. I protagonisti del romanzo, come tutti i ragazzi del mondo, seguono le mode, ma in realtà non tutti e non sempre. Ognuno di loro, comunque, mantiene la propria soggettività e personalità, che infatti traspare anche dal modo in cui si ribellano agli stereotipi, quelli sì, in cui gli altri li vogliono imprigionare. In varie occasioni, nel corso del romanzo, Valentino rifiuta ruoli che gli vengono assegnati automaticamente.

Tu vivi in Belgio: come vedi l'Italia gay da lì?
Come un paese che è pienamente europeo e occidentale ma che, nello stesso tempo, è bloccato, come incapace di salire l’ultimo gradino di una scala. Gli esempi che si possono fare sono tanti e li conosciamo. Mi limito a quello del ritardo con cui i giovani italiani apprendono le lingue straniere e accedono al mercato del lavoro internazionale. Un ritardo che è difficile recuperare in seguito e che si traduce in un ritardo di tutto il sistema Italia.

So che sei anche fotografo: parlaci di te, allora, come se stessi descrivendo una foto...
Mi spiace, ma come tutti i fotografi, amo fotografare di tutto tranne che me stesso. Chi ha la curiosità di vedere le mie narrazioni per immagini può visitare il mio blog.

Progetti futuri?
Nel campo della narrativa vorrei scrivere di donne lesbiche, sfidandomi a trattare un argomento che conosco ma non per averlo vissuto, e nel campo della fotografia vorrei riuscire a pubblicare i ritratti che ho fatto, in alcuni casi ormai molti anni fa.

Andrea Ambrogetti
Sotto il cielo notturno di Roma
Edizioni Progetto Cultura 2008
224 pagine, euro 12,00

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