Diversi, ma non divisi ovvero per un Pride unitario

Siamo ancora in tempo per evitare che nel 2007 il movimento lgbt italiano si divida, dando - ancora una volta - pessima prova di sé.

La questione, tanto per cambiare, è dove allestire un Gay Pride nazionale, se farlo e se è possibile averne uno unitario. Sono già in campo, infatti, due candidature, quella di Roma e quella di Bologna, sostenute una dal Mario Mieli e da altri circoli omosessuali lesbici e trans indipendenti, l'altra dall'Arcigay nazionale.

Dopo l'esperienza di Torino, però, dove la manifestazione (e chiamiamola Gay Pride! non Pride e basta, come se ci vergognassimo di essere gay) fu un grande successo, non possiamo permetterci divisioni interne e rivalità. Non significa che ognuno non possa organizzare il proprio Pride locale (l'anno scorso a Roma ci fu comunque), ma unire le forze per un grande successo dell'unico Gay pride nazionale.

Per questo un gruppo di militanti, attivisti, intellettuali gay, lesbiche, bisessuali e transgender (da Gianni Rossi Barilli a Tommaso Giartosio, da Matteo B. Bianchi a Saverio Aversa a Daniela Danna) ha lanciato un appello per evitare la spaccatura e decidere insieme. È stato proposto anche un incontro per domenica 14 gennaio a Milano. (si può aderire con nome e cognome o in forma anonima inviando un'email a prideunitario@hotmail.it). Per me ho già sottoscritto l'appello.

APPELLO PER UN SOLO PRIDE NAZIONALE
DIVERSI MA NON DIVISI

Il movimento GLBTQ unisce in sé moltissime diversità, e la sua ragione di essere primaria è proprio la visibilità e la legittimità di tutte le variazioni della sessualità umana, dell'identità umana. Siamo per l'autodeterminazione nelle nostre relazioni primarie, seguiamo i nostri sentimenti di amore e manifestiamo pubblicamente il modo in cui sentiamo profondamente di essere. Il Pride è la manifestazione in cui tutt* insieme esprimiamo la gioia di essere diversi e non più la vergogna che ci isolava.
Anche quest'anno vogliamo manifestare uniti, in un unico Pride nazionale festeggiando insieme la ribellione di Stonewall, quando "i froci hanno perso quello sguardo ferito".
Gli Stati generali del movimento GLBTQ, nel mese di ottobre, sono purtroppo finiti invece senza che le diverse associazioni del movimento raggiungessero un accordo sul luogo del Pride nazionale del 2007.
Sappiamo che la spaccatura è avvenuta tra i fautori di Bologna e quelli di Roma.
Il rischio presente è che in Italia non si tenga nessun Pride realmente nazionale ma due piccoli Pride locali, testimonianza della frammentazione e dello scarso impatto politico di un movimento diviso. Nel 1997 questo accadde con la proposta contemporanea di Venezia e di Roma, e i piccoli numeri
richiamati dall’uno e dall’altro.
A Torino nel 2006 tutte le diversità hanno lavorato insieme, arrivando all’ottimo risultato di creare spazi in cui tutti sono riusciti ad esprimere i propri diversi messaggi, e una grandissima manifestazione nazionale accolta festosamente dalla città.
Perché nel 2007 le diverse identità del movimento non dovrebbero riuscire di nuovo a lavorare insieme?
Perché non accordarsi per fare un Pride comune, nel 2007 in una città e nel 2008 nell’altra?
Il rischio del fallimento di entrambe le piazze è troppo grande: noi firmatari lanciamo un appello perché venga convocata una nuova riunione nazionale, con l’obiettivo di scegliere una città per il 2007 e l’altra per il 2008 e l’impegno di lavorare insieme per entrambe le scadenze – a costo di estrarre a sorte la città che ospiterà per prima il prossimo Pride, in modo che non si interpreti l’una o l’altra scelta come la “sconfitta” o la “vittoria” di uno schieramento sull’altro.
I firmatari di questo appello invitano calorosamente i partecipanti agli Stati generali, e tutt* altr* interessat* a incontrarsi nuovamente e lavorare insieme, per evitare la prossima grossa sconfitta del
movimento GLBTQ a livello nazionale.
Proponiamo concretamente una nuova riunione da tenere domenica 14 gennaio, ospitata da Milano, per passare insieme il testimone alle città che si succederanno nel 2007 e 2008.
Saverio Aversa
Matteo B. Bianchi
Stefano Bolognini
Claudio Cipelletti
Comitato Pride nazionale del 2006 a Torino
Felix Cossolo
Giovanni Dall’Orto
Eleonora Dall'Ovo
Daniela Danna
Tommaso Giartosio
Francesco Gnerre
Alessandro Golinelli
Valerio Governi
Margherita Graglia
Mary Nicotra
Paolo Pedote
Andrea Pini
Emiliano Placchi
Paolo Rigliano
Gianni Rossi Barilli
Veruska Sabucco
Luca Trappolin

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