Le librerie gay stanno morendo

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Su Repubblica di oggi c'è un articolo dal titolo Le librerie gay stanno morendo a firma di Stefania Culurgioni. Oltre alla Babele di Milano e a quella di Roma, l'articolo parla anche della Igor di Bologna che fatica ad arrivare a fine mese. Fra le varie opinioni, la giornalista cita anche quella di Cecchi Paone:

“In Italia siamo ancora molto indietro e i gay italiani rimangono troppo spesso confinati nelle discoteche quando invece servirebbe dibattito, cinema, teatri, luoghi di discussione. E gente che li frequenti”.

Da un lato sembra sia un bene che la comunità gay sia “uscita dal ghetto” e, quindi, abbia diversi luoghi di incontro (luoghi in senso fisico e in senso virtuale); dall'altro late alcuni luoghi non dovrebbero essere chiusi, perché rappresentano opportunità di dialogo e di interscambio culturale. Che ne pensate?

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