Boy Scout, apertura (in parte) verso i gay?

La Fondazione Merck non finanzierà più i boy scout perché omofobi

Ricordate i boy scout americani tacciati di omofobia? Le polemiche erano nato lo scorso anno, accompagnate dal caso del piccolo Bobby Montoya che si sentiva una bambina – vestendosi anche così – e che era stato al centro del rifiuto da parte delle Girl Scouts of the Usa, l’associazione nazionale delle scout statunitensi. Non accettavano che un ragazzino, un maschio, fosse compreso nel loro gruppo e hanno dato vita ad una vera e propria protesta online, sostenute ovviamente anche da alcuni genitori.

Nel 2010, invece, un padre gay era stato costretto ad abbandonare il suo ruolo di capo guida proprio perché omosessuale.

Ai tempi, il direttore delle pubbliche relazioni dei boy scout d'America aveva ribadito fermamente le loro posizioni:

Noi ci concentriamo sulla nostra missione che è quella di prendere giovani persone e prepararle per una eccezionale vita da adulto. È così. Questa è la nostra politica. E la nostra politica non accetta come capo chi afferma di essere omosessuale.

Ma, a quanto pare, qualcosa potrebbe cambiare, nel 2013. Secondo L'Huffington Post e la Nbc, i vertici dei boy scout potrebbero cancellare il divieto ai gay, permettendo ai vari gruppi di scegliere quale politica preferire, sei di apertura o esclusione:

Le organizzazioni potranno scegliere se accettare membri e nominare capi in base alla ideologia della propria organizzazione, principi o fedi religiose. Sponsor locali e genitori potranno scegliere secondo i bisogni delle singole famiglie. Il cambio della policy è sotto analisi dei vertici della BSA. In ogni caso non verrà dettata alcuna imposizione od obbligo: la proposta comprende che ogni organizzazione iscritta alla BSA possa agire in base ai principi, la mission e l’orientamento religioso dell’organizzazione.

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