Dichiarazione ONU per i diritti lgbt: la posizione vaticana

Stemma della Santa SedeLa Santa Sede (perché Santa poi?) ha rilasciato una dichiarazione sulla “Declaration on human rights, sexual orientation and gender identity” presentata ieri all'Assemblea Generale dell'ONU sostenendo che tale testo potrebbe dare origine a confusione, visto che “le categorie orientamento sessuale e identità di genere non trovano riconoscimento o chiara e condivisa definizione nella legislazione internazionale”. Si ribadisce, inoltre, che il Vaticano “continua a sostenere che ogni segno di ingiusta discriminazione nei confronti delle persone omosessuali dev’essere evitato”: starà parlando anche a se stesso? In ogni caso, ecco il testo completo della dichiarazione vaticana:

“La Santa Sede apprezza gli sforzi fatti nella Declaration on human rights, sexual orientation and gender identity – presentata all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 Dicembre 2008 - per condannare ogni forma di violenza nei confronti di persone omosessuali, come pure per spingere gli Stati a prendere tutte le misure necessarie per metter fine a tutte le pene criminali contro di esse.

Allo stesso tempo, la Santa Sede osserva che la formulazione di questa Dichiarazione va ben aldilà dell’intento sopra indicato e da essa condiviso.

In particolare, le categorie orientamento sessuale e identità di genere, usate nel testo, non trovano riconoscimento o chiara e condivisa definizione nella legislazione internazionale. Se esse dovessero essere prese in considerazione nella proclamazione e nella traduzione in pratica di diritti fondamentali, sarebbero causa di una seria incertezza giuridica, come pure verrebbero a minare la capacità degli Stati alla partecipazione a e alla messa in atto di nuove o già esistenti convenzioni e standard sui diritti umani.

Nonostante che la Dichiarazione giustamente condanni tutte le forme di violenza contro le persone omosessuali e affermi il dovere di proteggerle da esse, il documento, considerato nella sua interezza, va aldilà di questo obiettivo e dà invece origine a incertezza delle leggi e mette in questione le norme esistenti sui diritti umani.

La Santa Sede continua a sostenere che ogni segno di ingiusta discriminazione nei confronti delle persone omosessuali dev’essere evitato, e spinge gli Stati a metter fine alle pene criminali contro di esse”.

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