Elezioni 2013: le politiche sui diritti civili proposte da Rivoluzione Civile

Elezioni 2013: le politiche sui diritti civili proposte da Rivoluzione Civile

Nella corsa alle elezioni del 2013, che decideranno la prossima legislatura del nostro Paese, analizziamo il programma elettorale, soprattutto alla luce dei diritti umani, di Rivoluzione civile. La nuova formazione politica che presenta “un programma per governare l'Italia, alternativo a Berlusconi e a Monti", e che dichiara

Vogliamo realizzare una rivoluzione civile per attuare i principi di uguaglianza, libertà e democrazia della Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza. Vogliamo realizzare un “nuovo corso” delle politiche economiche e sociali, a partire dal mezzogiorno, alternativo tanto all’iniquità e alla corruzione del ventennio berlusconiano, quanto alla distruzione dei diritti sociali, del lavoro e dell’ambiente che ha caratterizzato il governo Monti

Elezioni 2013: le politiche sui diritti civili proposte da Rivoluzione CivileNel terzo punto del programma, intitolato Per la laicità e le libertà (la sintesi del programma si può consultare qui), leggiamo:

Affermiamo la laicità dello Stato e il diritto all’autodeterminazione della persona. Siamo per una cultura che riconosca le differenze. Aborriamo il femminicidio, contrastiamo ogni forma di sessismo e siamo per la democrazia di genere. Contrastiamo l’omofobia e vogliamo il riconoscimento dei diritti civili, degli individui e delle coppie, a prescindere dal genere. Contrastiamo ogni forma di razzismo e siamo per la cittadinanza di tutti i nati in Italia e per politiche migratorie accoglienti.

Nell'ambito della sua campagna elettorale, il candidato leader di Rivoluzione civile, l'ex sostituto procuratore, Antonio Ingroia, ha risposto alle dieci domande (che sono parte dell'iniziativa di Amnesty Italia, Ricordati che devi rispondere - l'Italia e i diritti umani un’Agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia da sottoporre ai leader delle coalizioni e a tutti i candidati alle elezioni) e riguardo il quinto punto, "combattere l’omofobia e la transfobia e garantire tutti i diritti umani alle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate)" si è espresso con queste parole:

Anche la lotta contro l’omofobia è una questione di ordine tanto culturale quanto penale. Noi siamo favorevoli all’introduzione di quelle aggravanti che la destra ha sempre bocciato, ma riteniamo che combattere l’omofobia voglia dire anche garantire ai gay e alle lesbiche la possibilità di sposarsi, adottare figli e accedere a tutti i diritti legali.

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