Rissa tra attivisti gay e ortodossi a Mosca

Notizie sempre più sconfortanti giungono dalla Russia. Un paio di giorni fa, infatti, dinanzi alla sede della Camera bassa del Parlamento, a Mosca, ci sono stati scontri tra quanti manifestavano per la parità dei diritti e un gruppo di attivisti ortodossi che sono contro qualunque avanzamento in tale senso.

Si è iniziato con il cercare di abbattere i cartelli che i manifestanti, sia dell’uno che dell’altro schieramento, portavano e poi si è giunti alle mani.

Gli attivisti gay manifestavano contro l’estensione della legge sulla propaganda omosessuale, che, come sapete, vieta di parlare di omosessualità e nega ogni manifestazione che abbia relazione con il mondo lgbt (proprio per questo motivo, per esempio, Madonna è stata denunciata per aver difeso la dignità delle persone omosessuali durante il suo concerto a San Pietroburgo nel mese di agosto del 2012 – il ricorso poi è stato respinto). Gli attivisti ortodossi, invece, sono contrari a qualunque apertura nei confronti delle persone lgbt che, spesso, vengono indicate come l’incarnazione del demonio e del male (sempre per rimanere all’esempio di Madonna, fece il giro del mondo il video di ultraortodossi che bruciavano il poster della cantante in quanto emblema del male).

Nota la giornalista di LaPresse, autrice del servizio video in apertura di post:

La Russia ha depenalizzato l'omosessualità nel 1993, ma nel Paese resta forte un sentimento omofobico.

Si dice che il tempo sistema ogni cosa. Ma forse, in Russia, il tempo si è fermato (e non è che da noi vada tanto avanti, in ogni caso…!)

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