Il centrodestra boccia legge sulle violenze anti-gay

Le chiacchiere stanno a zero, contano i fatti. E così sia il ministro Mara Carfagna sia la parlamentare Giulia Bongiorno - che a parole sostengono alcune rivendicazioni della comunità lgbt - sono state smentite dai fatti, anzi dai voti dei loro compagni di partito alla commissione Giustizia della Camera.

Si discuteva del reato di stalking - cioè le minacce e le persecuzioni, subite soprattutto dalle donne - e il Pd aveva presentato un emendamento per inserire anche un'aggravante anche per le violenze motivate da orientamento sessuale e identità di genere. La commissione, a maggioranza Pdl, ha votato no. Con buona pace della Carfagna, che aveva ribadito le sue promesse in una recente intervista televisiva, e anche del giovane gay di destra ospite ieri sera ad Annozero di Santoro.

Allora, come stanno le cose? A parole il centrodestra - come aveva fatto anche il centrosinistra - si impegna a difendere almeno i diritti di sopravvivenza di gay, lesbiche, bisex e trans; ma poi al dunque, ogni volta che si tratta di votare i parlamentari di sinistra per lo più sostengono questi diritti e quelli di centrodestra li bocciano.

Adesso ci diranno che sull'omofobia c'è un progetto di legge autonomo presentato da Paola Concia e che si parlerà lì di questo argomento. Il solito modo per rinviare e bocciare senza dirlo esplicitamente.

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