Pubblicità antigay: censura a Belfast

L'Authority per la pubblicità ha vietato a Belfast la pubblicazione di una pagina a pagamento dal titolo “La parola di Dio contro la Sodomia”.

Lo spot, pensato dalla Chiesa Libera Presbiteriana di Sandown , è apparso sulla “Belfast Newsletter”. Nella pagina definiva l'omosessualità "abominio" e "sessualità pervertita" e diceva che la Chiesa sarebbe "obbligata da Dio a sfidare i vizi di questa generazione". Diverse sono state le proteste giunte all' Authority dopo la pubblicazione.

Nonostante la Chiesa si difenda facendo notare di non aver fatto altro che riportare parole della Bibbia e che non può essere responsabile dell'effetto che frasi semplicemente citate hanno sui lettori, le lamentele giunte al giornale e alle autorità raccontano di uno spot atto ad alimentare l'omofobia, transfobia e violenza contro le persone lesbiche, gay e transessuali.

Il giornale difende la decisione di pubblicare la pagina dicendo che sarebbe stata una vera e propria censura, una violazione della libertà di espressione, la scelta di non mandare in stampa la pagina. Non l'ha pensata esattamente nello stesso modo l'Authority che ha sentenziato che l'articolo, che sollecitava la creazione di un raduno "per predicare Vangelo di testimonianza contro gli atti di sodomia", poteva aver profondamente ferito qualcuno e che non poteva essere nuovamente pubblicato in quei termini. È stato però deciso che la pagina era indicativa dell' opinione di uno specifico gruppo respingendo quindi l'accusa di incitazione alla violenza mossa da alcuni lettori.

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: