Il piccolo messaggero dei nostri corpi

Copertina del libro Il piccolo messaggero dei nostri corpi di Yves NavarreIl piccolo messaggero dei nostri corpi di Yves Navarre - pubblicato da poco in Italia per i tipi delle Edizioni del Cardo - narra dell'amore di Joseph e Roland durato tutta una vita. Il racconto è particolare: lettere, brani di diario, annotazioni, appunti messi insieme da Roland dopo che Joseph è morto. È un inno all'amore, quello vero, che va al di là delle “convenzioni” sociali.

Traduttore dal francese di questo libro è Daniele Cenci, che ha risposto ad alcune domande per noi di Queerblog.

La prosa de “Il piccolo messaggero dei nostri corpi” di Yves Navarre non è certo facile. A quale “adagio” ti senti più vicino:  “tradurre è un po' tradire”, o “tradurre è dire quasi la stessa cosa”?
Ho cercato di calarmi mimeticamente nelle menti e nei cuori dei due protagonisti, Roland e Joseph, accomunati dalla passione per gli autori dell’antica Roma e per la musica classica, che si riversa nello stile e negli elaborati fraseggi del desiderio, in un immaginario ispirato dal formidabile potere di seduzione dei loro legami “homosensuels”: un termine coniato dall’autore (in sintonia con Barthes) per ribadire la centralità di tutti e cinque i sensi rispetto ad una meccanica focalizzazione sul sesso. In questo “diario a quattro mani”, che copre l’arco dall’inizio del secolo scorso allo scoccare della Seconda Guerra mondiale, non sempre è stato facile far coincidere in un’altra lingua i pezzi di un elaborato puzzle della memoria, giocato su un originale montaggio di lettere, appunti, abbozzi e poesie. A questo proposito, Gnerre (Pride, 9/2008) ha parlato di una scrittura “complessa e a tratti sontuosa, che alterna a pagine di narrativa, momenti di vera e propria prosa lirica”, mentre Vincenza Fava (Italiasera, 25/10/08) evoca “un intreccio polifonico di note melodiche suggestive”.

Ci dici gli episodi del libro che ti hanno più colpito?
L’incontro col sedicenne Sandro a Taormina, che fa da detonatore al desiderio dei due giovani amici, fin lì sublimato o represso; l’irrompere nella loro vita della selvaggia tenerezza del piccolo Martial e del suo gatto Tityre; l’amore sotto l’arcobaleno.

Secondo te, quale testo gay della letteratura francofona dovrebbe essere tradotto in italiano?
Direi senza dubbio Le voyage des morts (1957) di François Augiéras (autore completamente ignorato da noi): itinerario mistico ed iniziazione omoerotica di un adolescente, tra sogno e veglia, conturbante innocenza e violento abbandono ai sensi, sotto il cielo stellato del Magreb. Anticipa le atmosfere stregate di Recidiva e di Paysage de fantaisie (1973) di Tony Duvert, un altro capolavoro che attende di essere tradotto.

Consiglia un libro e un film ai lettori di Queerblog
Invito a leggere L’agnello carnivoro (1975) dell’esule anti- franchista Augustin Gómez-Arcos [L’ippocampo, Milano 2007, traduzione (di lancinante bellezza) di Vera Verdiani, pp. 384, € 13,00]: i traumi di una famiglia e di un intero Paese sotto il tallone della dittatura, il destino intrecciato dei vincitori e dei vinti, il travolgente amore che lega Antonio al fratello Ignacio, il conflitto tra una chiesa legata a doppio filo al Potere e la fragilità della fede. Come film suggerirei Sommersturm (2004, Temporale estivo) di Marco Kreuzpaintner, un’opera freschissima sul coming out di Tobi, un adolescente “etero” che finisce per innamorarsi proprio di chi gli sta soffiando la ragazza. Inviterei anche a consultare i siti degli editori glbt: Playground, Il Dito e La Luna, Zoe, la Libreria Fabio Croce, e, dulcis in fundo, le Edizioni del Cardo, presso le quali è uscita anche la mia traduzione di Per sempre di Eric Jourdan, autore de Gli angeli malvagi (l’ho intervistato per AUT nel marzo 2008), che narra l’amore inespresso di due ragazzi nell’America degli anni ’30.

Yves Navarre,
Il piccolo messaggero dei nostri corpi
(trad. it. Daniele Cenci)
Edizioni del Cardo, 2008
pp. 272 - euro 15,80

  • shares
  • Mail