Repressione dell'omosessualità: Vaticano in buona compagnia


Investito dalle critiche per la sua posizione che respinge la depenalizzazione mondiale dell'omosessualità il Vaticano prova a difendersi e il portavoce padre Lombardi rivendica che la Santa Sede "non è sola" nel rifiutare l'iniziativa francese. Infatti, spiega, solo 50 nazioni hanno sottoscritto la proposta di cancellare le leggi che puniscono l'omosessualità, mentre "più di 150 non hanno aderito".

Certo, su questo punto padre Lombardi non ha torto - anche se le nazioni all'Onu sono 192 e dai suoi calcoli ce n'è qualcuna di troppo - ma bisogna anche specificare in che compagnia si trova il Vaticano. Tra le 50 nazioni che sostengono la "moratoria" ci sono tutte o quasi le democrazie occidentali, a partire dai 27 paesi membri dell'Unione Europea, compresa l'Italia che ieri discretamente ha fatto sapere di aver firmato.

Ma chi sono gli oppositori? Non è difficile immaginare chi possano essere, visto che finora più di una volta hanno votato contro ogni forma di tutela per l'omosessualità: sono i paesi integralisti musulmani, come Iran, Arabia Saudita, Nigeria o dittature sanguinarie come lo Zimbabwe di Mugabe. È vero, il Vaticano non è solo, però non so se c'è da vantarsi della compagnia con cui si trova.

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