La vita da romanzo di Leonor Fini

Leonor Fini

Max Ernest, che fu suo amante, la definì come un cocktail di furia Italiana, eleganza scandalosa, passione e capriccio. Leonor Fini (1907.1996), nata in Argentina, ma cresciuta a Trieste, attraversò la cultura europea tra le due guerre come un vento impetuoso ed inarrestabile. I suoi dipinti surrealisti, i suoi celebri soggetti saffici, che trionfarono in diverse mostre, la resero famosa in tutto il mondo, anche se rifiutò sempre la parola lesbica, definendosi solo aperta alle esperienze.

Un talento precoce il suo, indipendente, battaglierò. A diciassette anni viveva già a Parigi, frequentava i grandi nomi dell'arte, rifiutava, caparbiamente Andrè Breton e la sua ossessione d'amore (una filosofia mai condivisa dalla pittrice, nota anche per la sua bisessualità). Nella Ville-Lumiere, Eleonor Fini lavorò anche al fianco di Elsa Schiapparelli, realizzando per lei la celebre bottiglietta di Shocking, il profumo che in quegli anni sbaragliava la concorrenza.

Instancabile, disegnò anche costumi e decorazione teatrali. La prima messa in scena di "Les Demoiselles de la nuit", con un giovanissimo Roland Petit agli esordi, porta proprio la sua firma. La sua fama del resto cavalcava ormai da un paese all'altro, alimentata dal talento e dallo scandalo. Anni in cui firmò ritratti memorabili. Jean Genet, Anna Magnani, Jacques Audiberti ed Alida Valli, giusto per citarne alcuni, si misero in posa per lei. Negli anni cinquanta, la pittrice decise di formare una famigliola sui generis. Nel suo appartamento di Parigi, tra un stuolo di gatti persiani che adorava, dipinti ed accensioni artistiche, la Fini diede vita ad uno dei più celebri e longevi menage à trois della storia. Un triumvirato d'amore (lei, il conte italiano Stanislao Lepri e lo scrittore polacco Konstanty Jeleński) che durò poi per tutta la vita.

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