Burundi: un passo avanti per i diritti di tutti (gay esclusi)

Cartina del BurundiA grande maggioranza il parlamento del Burundi ha approvato il nuovo codice penale. Viene abolita la pena di morte (pare anche contro il volere del popolo che voleva mantenerla) e vengono accolte le disposizioni del diritto internazionale in materia di genocidio, crimini contro l'umanità, crimini di guerra e tortura, reati che fino ad oggi non erano contemplati. Inoltre, donne e bambini vengono protetti contro ogni tipo di atti di violenza, specialmente domestica: in particolare il reato di stupro viene punito con una pena carceraria che va dai venti anni di reclusione all'ergastolo. Diritti per tutti, quindi, meno che per i gay.

Se in Burundi fino ad oggi l'omosessualità era più o meno tollerata, ora viene perseguita: è stato infatti inserito il reato di omosessualità definito un “atto immorale”. Tale decisione è stata criticata dalle ONG e da alcuni deputati che temono, oltretutto, conseguenze negative nella lotta contro l'Aids nel Paese. L'Associazione ARDHO commenta:

“Siamo offesi da questa decisione di criminalizzarci, non capiamo come sia possibile che persone con un'alta educazione possano aver adottato questo provvedimento, perché l'omosessualità non è né una malattia né una devianza”.

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