Spagna, giudice Calamita: i figli di gay sono cavie umane

Qualcuno di voi si ricorderà del giudice spagnolo Fernando Ferrín Calamita, che è sotto processo da parte della giustizia iberica per aver ritardato e ostacolato volutamente una donna lesbica che chiedeva di adottare la figlia della propria compagna.

In questo momento è in corso il procedimento contro il giudice, che dopo un iniziale silenzio ha deciso di difendere le proprie decisioni argomentandole, anche davanti ai giornalisti. Per il giudice, i bambini adottati da coppie gay sono cavie umane. Secondo lui, alcuni studi segnalano il rischio che questi bambini subiscano conseguenze negative dal fatto di avere due madri.

A parte che lo stesso Calamita, che non cita gli studi, aggiunge che sono controversi e contraddetti da altre ricerche (esisteranno davvero?), c'è un'altra obiezione. La bambina è figlia biologica di una delle donne, dunque vive di diritto con lei come madre e con l'altra donna. Con il suo comportamente - anche ammesso che fosse nell'interesse del minore - il giudice non impediva che la bambina stesse con le madri lesbiche (non aveva il diritto di farlo), ma le impediva di avere anche una seconda mamma, stavolta adottiva.

Quindi, anche accogliendo in teoria le preoccupazioni del giudice, il suo atto non "salvava" la bambina, ma intanto le toglieva una madre, che potesse prenderla a scuola o firmare un'autorizzazione per lei, insieme a tutti i parenti acquisiti con la seconda madre: nonni, zii, cugini.

Un comportamento, quello del giudice, che non ha basi scientifiche e che in ogni caso nuoce ai diritti del minore. Non è omofobia?

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