Giambattista Lulli, genialità e libertinaggio

Giambattista Lulli

Nonostante i modestissimi natali e una scarsa cultura musicale, Giambattista Lulli, nato a Firenze nel 1632, poté, grazie a un fortunato incontro con il celebre cavaliere di Guisa, bruciare le tappe e arrivare in pochi anni a ottenere da Luigi XIV la nomina di surintendant de la musique de la chambre du roi.

Una carriera inarrestabile iniziata presso la corticina della potentissima Mademoiselle de Montpensier (era stata proprio lei a pregare il Guisa in viaggio per la nostra penisola di cercarle un giovane italiano con cui potesse conversare e migliorare così la sua conoscenza della lingua). Da lì alla gran corte del re Sole il passo fu breve.

Adorato da Luigi XIV, Lulli – o Lully che dir si voglia – ballò, suonò e compose opere entrate nella storia della musica come Le bourgeois gentilhomme su testo di Moliere. Del resto la sua progressiva francesizzazione e allontanamento dalla cultura italiana seguiva un piano prestabilito dal re stesso che voleva una musica e un'arte che fossero squisitamente francesi.

Tra il potente monarca e l'italiano, ormai naturalizzato francese, si instaurò un rapporto esclusivo (spesso danzavano insieme) e Giambattista Lulli non perse mai il favore del sovrano, neppure quando la corte gridò (e lo fece più volte) allo scandalo per le sue innumerevoli avventure extraconiugali sia con uomini che con donne.

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