A Torino parte il corso di diritto antidiscriminatorio organizzato da Rete Lenford

Rete LenfordIl 25 gennaio prossimo inizierà a Torino un Corso di Diritto Antidiscriminatorio organizzato dall’Avvocatura per i Diritti LGBTI - Rete Lenford, in collaborazione con il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Torino.

Il corso è organizzato in quattro incontri, che trattano vari aspetti della questione: dopo un’introduzione generale sul diritto antidiscriminatorio in tema di orientamento sessuale e identità di genere e uno sguardo al quadro normativo e giurisprudenziale italiano ed europeo, si approfondirà il tema dell’orientamento sessuale e della famiglia, quindi l’8 febbraio sarà la volta di lavoro e orientamento sessuale e l’ultimo incontro verterà sulla discriminazione delle persone transessuali. Queerblog ha posto tre domande all’avvocato Michele Potè, socio di Rete Lenford, che ha curato l’organizzazione del corso.

Cosa si propone il corso di diritto antidiscriminatorio?
Il corso di diritto antidiscriminatorio che si terrà a Torino si propone di formare gli operatori del diritto - in questo caso avvocati e praticanti avvocati - nelle materie relative all'orientamento sessuale e all'identità di genere. Tale corso si inserisce in quello che è uno degli scopi della nostra associazione, e cioè diffondere la cultura e il rispetto per le persone omosessuali e transessuali nel mondo giudiziario. Il corso di diritto antidiscriminatorio si svolge tutti gli anni a Torino e mi sembra importante e significativo che l'Ordine degli Avvocati locale abbia per la prima volta previsto che lo stesso si tenesse sulle tematiche LGBTI.

I partecipanti a questo corso in che cosa verranno formati e quali saranno gli effetti immediati?
Questa domanda è strettamente collegata alla precedente. Si è deciso di formare i partecipanti sugli argomenti indicati nel programma, in quanto sono quelli in cui sono maggiori al momento gli orientamenti giurisprudenziali, posto che l'unico testo legislativo in Italia in cui si tratti della discriminazione per orientamento sessuale - e non invece per identità di genere - è il D.Lgs. 2 luglio 2003 n. 216 sul divieto di discriminazione del lavoratore, in cui per la prima volta nel nostro Paese, oltre alla religione, alle convinzioni personali, all'handicap e all'età si è aggiunto l'orientamento sessuale come fattore di discriminazione.

Si è deciso, inoltre, di dedicare una lezione alla discriminazione delle persone transessuali, in quanto spesso trascurate dalla legislazione e dalla giurisprudenza.

Quanto agli effetti immediati, mi auguro che siano molti i colleghi e le colleghe che si iscriveranno al corso, poiché credo vi sia ancora molta strada da fare per la diffusione nel mondo forense delle tematiche LGBTI.

Il secondo incontro sarà dedicato all'orientamento sessuale e la famiglia: cosa ne pensa di tutta la discussione che sulle famiglie gay che in questi giorni si è nuovamente accesa?
È evidente che la principale discriminazione che subiscono le persone LGBTI è quella in ambito familiare, in quanto nel nostro Paese non esiste alcuna forma di riconoscimento giuridico della coppia omosessuale e le proposte di legge presentate nel passato non erano sicuramente adeguate ad un'effettiva tutela.

Sulla sentenza 138 del 2010 della Corte costituzionale in materia di matrimonio tra persone dello stesso sesso si potrebbero scrivere - ed in effetti sono stati scritti - fiumi d'inchiostro.

Mi limito a sottolineare come - nonostante la Corte abbia affermato che spetta al legislatore stabilire se il matrimonio possa essere previsto anche per coppie formate da persone dello stesso sesso - la stessa Corte abbia per la prima volta dato dignità all'unione omosessuale, che rientra tra le formazioni sociali previste dall'art 2 della Costituzione, alle quali spetta "il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri" con equiparazione alla coppia coniugata. Tale affermazione della Corte costituzionale ha reso possibile alla Corte di Cassazione emettere l'importante sentenza n. 4184 del marzo 2012 sul diritto alla vita familiare dei componenti della coppia omosessuale.

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