A margine del calendario Princesa 2008: proposta cattolica di prendere a manganellate don Gallo

don Andrea GalloDel calendario trans sostenuto da don Gallo (in foto) di Genova ne abbiamo già parlato qui. Strano che non ci fossero ancora reazioni ecclesiastiche. Invece ci sono. Dal blog di Paolo Rodari, vaticanista de Il Riformista, ecco alcuni passi:

C’è chi nella curia genovese diretta dal cardinale Angelo Bagnasco - la curia che fu dell’indimenticato cardinale Giuseppe Siri, ritenuto tra i più conservatori dei porporati del secolo scorso, animo nobile, fierezza liturgica, senso della Chiesa e del cosiddetto popolo di Dio - ritiene che questa volta sia troppo. Che il limite sia stato superato. Che è ora di dire a don Andrea Gallo e alle sue derive stile liberal, che la deve finire. Basta, insomma. Ma, c’è da scommetterci, don Gallo non la finirà e continuerà per la sua strada.

Ecco l'esposizione dei fatti:

L’argine del consentito e del lecito (magistero della Chiesa alla mano) il prete no-global don Gallo l’ha superato per l’ennesima volta in vista del prossimo Natale. E a questo giro l’ha fatto in modo clamoroso. Al posto di strenne natalizie diciamo normali, al posto delle statuine per il presepio o di immaginette raffiguranti Gesù Bambino, questi venderà il Calendario “Princese-Le Muse del Poeta”. In sostanza dodici scatti in cui posano alcuni transessuali genovesi [...] La scusa è sempre la solita: i transessuali hanno diritto di cittadinanza come tutti (e ci mancherebbe). E, allora, siccome il Comune di Genova li vuole cacciare dai bassi del ghetto dove vivono e si prostituiscono (per un minimo di decoro, mica per altro), ecco che don Gallo va in loro soccorso e promuove la realizzazione del calendario in vista delle festività del Natale.

Poi, come fosse un reato occuparsi degli ultimi, l'autore continua:

Promuove la realizzazione, don Gallo, e ne incassa i proventi per la sua comunità San Benedetto la quale, manco a dirlo, si occupa di accogliere “tutti coloro che si trovano in situazione di disagio, con particolare attenzione al mondo della tossicodipendenza da sostanze illegali, da alcool e del disagio psichico”. Insomma, cosa si vuole di più? I trans hanno diritto di prostituirsi, no? Don Gallo è un prete e, dunque, deve aiutare le pecorelle smarrite in difficoltà, o no? Oltretutto i proventi vanno per un’opera pia. Cosa volete di più?
La curia vorrebbe molto di più, davvero, ma pare che arginare don Gallo sia impresa titanica. E così, fuori dalla sua parrocchia, magari al termine della Messa della notte di Natale, don Gallo distribuirà a grandi e piccini (perché ai piccini no? È per un’opera di bene) il calendario trans.

Nei commenti si arriva anche ad ipotizzare di prendere a manganellate don Gallo: questo è parlare di carità cristiana!

Gesù ha detto: “In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio”: ma forse questo versetto è stato epurato ultimamente...

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