Usa, il Nyt rivela: Mormoni decisivi per il Sì alla Prop 8

In genere si presentano con facce sorridenti, come i due ragazzini qui di fianco, e ostentato (e ostendono) famigliole felici, con numerosi figlioletti di tutte le età. Ma i Mormoni - che controllano lo stato dello Utah - hanno dimostrato di poter calpestare i diritti civili delle altre persone e di essere pronti a combattere - versando soldi e inviando volontari - per impedire la felicità di una minoranza, in nome della loro fede.

Il New York Times, in una dettagliata inchiesta, ha mostrato concretamento quanto la Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni di Salt Lake City abbia contribuito alla campagna per il Sì alla Proposition 8 in California, e dunque all'abolizione dei matrimoni gay; e soprattutto quanto il loro impegno sia stato decisivo in questa battaglia dall'esito incerto.

Poche settimane prima del voto, infatti, i sostenitori del bando temevano di essere indietro nei sondaggi e osservavano con invidia l'impegno di Hollywood, degli artisti e degli intellettuali per la raccolta di fondi a sostegno del No. A quel punto è stato cruciale l'intervento dei Mormoni dello Utah, con il loro peso finanziario e con l'impegno capillare di migliaia di volontari che hanno battuto le aree rurali della California con un incessante porta-a-porta, per trasmettere le ragioni del Sì al bando.

La notizia più interessante, poi, è che i Mormoni sono stati contattati per la prima volta dall'arcivescovo cattolico di San Francisco, che ha messo insieme una sorta di santa alleanza contro i diritti delle persone omosessuali, riunendo il peggio delle religioni e dell'oscurantismo, in nome di una battaglia "per i valori". Ma quanto sarebbero stati più utili quei milioni di dollari e quell'impegno incessante, se fossero stati impiegati per sostenere le famiglie povere, per aiutare i bambini senza genitori o senza mezzi per andare a scuola; o per opere missionarie nei paesi in via di sviluppo?

Questa contro i gay e i loro diritti è ovviamente una battaglia di retroguardia, destinata alla sconfitta presto o tardi. Le nuove generazioni, infatti, si sono espresse massicciamente contro il bando e, se si voterà ancora una volta, sarà difficile che i sostenitori dell'odio possano averla vinta. Anche se sui diritti delle minoranze non è lecito che si esprimano le maggioranze.

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