Si candida nella lista Monti Alessio De Giorgi, il primo "pacsato" d'Italia

Alessio De GiorgiIn molti conoscono Alessio De Giorgi, imprenditore  e attivista, già nel 2004, si parlò di matrimonio gay per lui, il primo in Italia, in realtà venne - perdonate il verbo un po' messo insieme - Pacsato, ovvero usufruì dei PaCS, ufficializzando la sua unione nell'ottobre 2002 presso l'ambasciata di Francia a Roma, secondo il diritto francese che prevedeva allora i Pacs (sempre stati avanti i cugini d'oltralpe). Testimoni nomi come Franco Grillini e Gianni Vattimo.

Poi non so bene che svolta ha avuto la sua vita privata,  per un po' tanto discussa - le cronache riportano un divorzio qualche tempo dopo, nel 2010 -, ma non è di quella che parleremo, bensì di quella vita pubblica, di impegno in prima linea (è stato direttore di gay.it, fra le altre cose e si è occupato del web come strumento di aggregazione), che lo vede recentemente impegnato in politica. Decisione di cui ha dato comunicazione sul social network del momento: Facebook.

In un articolato post De Giorgi riassume, le motivazioni che lo hanno spinto a candidarsi al Senato per la lista di Mario Monti. Ricordiamo che prima De Giorgi ha militato nelle liste Pd, e certamente il suo nome ha un peso e un significato di spessore. Come molti siti in questo momento, riportiamo il suo intervento:

Ho accettato la candidatura in Toscana, al Senato, per la lista Monti. L’ho fatto con convinzione, sapendo che l’agenda Monti conteneva gran parte delle proposte che erano nel programma per le primarie di Matteo Renzi salvo che per la parte sui diritti civili – che io stesso avevo contribuito a costruire ed a scrivere -, lacuna che viene però coperta dalla scelta che è stata fatta sul mio nome che non è certamente un nome neutro o leggero su questi temi. Mi candido comunque in una lista civica, non in un partito politico con una disciplina interna, che dentro ha anche molte personalità provenienti dal mondo cattolico alcune delle quali sicuramente distanti dalle mie posizioni, nella quale la scelta che è stata fatta sul mio nome è un chiaro segno di pluralismo. Se entrerò al Senato lo farò con le mie idee, la mia storia, le mie passioni, non cambiando una virgola di quanto ho pensato in questi anni: resto un uomo di centro-sinistra, che presta il suo nome per una operazione politica che intende innanzitutto evitare la deriva a sinistra del Partito nel quale per anni sono stato iscritto, il Partito Democratico. Trovo infine significativo, quasi storico, che finalmente anche nel nostro paese una formazione politica di centro decida di candidare un omosessuale dichiarato che negli anni, anche se su posizioni mai massimaliste, si è speso sul tema dei diritti civili e del riconoscimento delle convivenze omosessuali

Foto | Wikipedia

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