Il testo del cardinal Caffarra contro i matrimoni omosessuali

Abbraccio fra uomini: Benedetto XVI e il cardinal Caffarra.

Nei giorni scorsi i mezzi di comunicazioni glbtq avevano parlato di un discorso del cardinal Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, in cui - tanto per cambiare! - era preso di mira il “matrimonio omosessuale”. Oggi finalmente il sito ufficiale della diocesi di Bologna ha pubblicato il discorso.

Dunque, il discorso è stato tenuto a Roma, presso la Pontificia Facoltà Teologica Seraphicum, sabato 28 ottobre scorso nel corso di un convegno sul tema La famiglia luogo di esperienza della comunione. Come dichiarato dallo stesso Caffarra,

Nel mio intervento vorrei chiarire in primo luogo il concetto di communio personanum. In secondo luogo vorrei mostrare come questa categoria “funzioni” da principio architettonico della dottrina matrimoniale e famigliare. In terzo luogo infine vorrei verificare la capacità che questa dottrina ha di interpretare la situazione in cui oggi versa il matrimonio e la famiglia, e quindi di orientare l’azione educativa e pastorale della Chiesa.

All'interno del punto 3 - Dentro la post-modernità - Caffarra parla molto schematicamente della “situazione in cui versa matrimonio e famiglia”, precisando che non fa né un discorso statistico né è sua intenzione emettere giudizi sulle persone. Quindi attacca il pistolotto:

“Matrimonio e famiglia sono radicate nella natura della persona umana. Questa proposizione è al contempo descrittiva e prescrittiva: dice logos ed ethos del matrimonio e della famiglia. La dottrina rivelata è confermata dall’esperienza umana e l’esperienza umana introduce nella dottrina rivelata. Ritengo che alla radice di tutte le difficoltà che oggi la proposta cristiana incontra a riguardo del matrimonio ci sia la sconnessione operata nella e dalla post-modernità fra matrimonio e famiglia e natura della persona umana. È una sconnessione che ha condotto e sta conducendo verso una totale artificializzazione della famiglia e del matrimonio: essi sono pensati come mere “convenzioni” sociali, la cui definizione è esclusivamente il frutto del consenso sociale”.

Quindi specifica:

“La sconnessione di cui sto parlando è dovuta alla negazione, ormai giunta al suo capolinea, di una natura umana quale criterio veritativo e valutativo universalmente valido. È l’affermazione della relatività di ogni forma che l’humanum può prendere, a rendere impensabile una radicazione di matrimonio e famiglia in un logos ed in un ethos stabili e permanenti. La progressiva introduzione negli ordinamenti giuridici del matrimonio omossessuale rivela la profondità della sfida. Se c’è un dato che emerge con chiarezza solare dalla riflessione di K. Woitila e dal Magistero di Giovanni Paolo II, è che la verità del matrimonio e della famiglia e la verità circa l’uomo hanno la stessa sorte: simul stant – simul cadunt”.

Quindi se cade la famiglia, cade anche l'uomo. Che dire? Pazienza! Si rialzerà!

Sempre secondo Caffarra l'introduzione del matrimonio omosessuale è un grave errore antropologico che porta con sé l'insignificanza della diversità sessuale umana:

“Il tempo non mi consente ora di verificare queste affermazioni sulle fondamentali articolazioni della dottrina del matrimonio. Mi limito ad una sola: l’insignificanza della diversità sessuale umana. Come persona umana e come cristiani non possiamo accettare questo che è forse il più grave errore antropologico di cui si avvelena la post-modernità. Insignificanza significa che la mascolinità e la femminilità non sono i due modi di essere dell’humanum come tale, ma sono solamente forme dell’humanum relative a condizioni storiche e da queste prodotte. Il dato biologico che ovviamente è fuori ogni discussione, non rimanda a niente oltre se stesso”.

PS: ma sarà un caso che nel discorso ufficiale è sempre sbagliato il nome di Wojtyla?

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