Il Vaticano ribadisce il no per i candidati gay al sacerdozio

Il cardinal Zenon GrocholewskiAlle ore 11.30 di questa mattina nella sala stampa vaticana si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del documento della Congregazione per l’Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Istituti di Studi), dal titolo Orientamenti per l’utilizzo delle competenze psicologiche nell’ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio.

Al momento in cui scriviamo ancora non abbiamo sotto mano il testo ufficiale del documento, ma possiamo dire che viene ribadita la solita linea vaticana: non possono diventare preti coloro che mostrano “tendenze omosessuali fortemente radicate” o un'identità sessuale “incerta”. Nel documento, poi, è previsto l'uso di psicologi per valutare eventuali patologie e “ferite” psichiche dei candidati al sacerdozio.

Nel presentare il documento, il cardinal Zenon Grocholewski, (in foto) prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, ha detto, fra le altre cose:

“coloro che oggi chiedono di entrare in Seminario riflettono, in modo più o meno accentuato, il disagio di un’emergente mentalità caratterizzata da consumismo, da instabilità nelle relazioni familiari e sociali, da relativismo morale, da visioni errate della sessualità, da precarietà delle scelte, da una sistematica opera di negazione dei valori. Le conseguenze generiche di questa mentalità e di alcune particolari esperienze vissute prima di entrare in Seminario, colpiscono la personalità dei candidati, in modo particolare la loro maturità affettiva, provocando, in certi casi, fragilità caratteriale, precarietà nelle scelte e incertezza vocazionale. Questi problemi si presentano non soltanto al momento dell’ingresso in Seminario, ma talvolta appaiono in modo accentuato anche nel momento previo all’ordinazione sacerdotale”.

Al porporato fa eco lo psicologo don Carlo Bresciani:

“Non si può dimenticare che persone inadatte, con inconsistenze affettivo-sessuali e relazionali provocano ricadute negative sulla Chiesa, e quindi sui fedeli, diventando ostacolo anziché ponte all’incontro con Gesù, ma soprattutto non si può dimenticare che esse vivono poi il ministero come un peso tale «da compromettere l’equilibrio affettivo e relazionale”.

  • shares
  • Mail
22 commenti Aggiorna
Ordina: