La sessualità parigina di Francis Poulenc

Francis Poulenc

Nato in un ricca famiglia francese, Francis Poulenc fu compositore e pianista e membro del celebre gruppo dei sei; gruppo di talenti straordinari che includeva Darius Milhaud, Georges Auric, Arthur Honegger, Louis Durey e Germaine Tailleferre. Fu tuttavia i suo incontro con il painista Vines, avvenuto in giovane età , a rivelarsi assolutamente fondamentale per la sua carriera artistica. L'uomo lo introdusse infatti nel mondo dei grandi musicisti del periodo, presentandolo a grandi maestri come Erik Satie e Claude Debussy.

Francis Poulenc fu anche uno dei primi compositori a vivere apertamente la propria omosessualità che l'artista amava chiamare come la sua “sessualità parigina”. Del resto fu proprio in quegli anni così fervidi di scambi artistici e letterari che Puolenc incontrò anche il suo primo grande amore, il pittore Richard Chanlaire, l'uomo che gli cambiò la vita ed a cui dedicò il celebre Concert champêtre, opera che gli era stata commissionato dalla famosa Wanda Landowska di cui abbiamo già avuto modo di parlare mesi fa.

Profondamente toccato dalla scomparsa prima di quella del giovane scrittore Raymond Radiguet (amante di Jean Cocteau), poi di quella del collega Pierre-Octave Ferroud, Francis Poulenc si avvicinò sempre di più alla religione. Dopo un pellegrinaggio al santuario della Madonna nera di Rocamadour iniziò a comporre diverse opere a sfondo mistico. Un tema quello religioso che lo accompagnò fino alla morte.

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