Il Giornale e il solito gay "guarito" dall'omosessualità

Niente di nuovo sulla stampa italiana, specie quella di regime che deve "ridare fiducia" agli italiani; evidentemente anche a quelli che odiano i gay. Così sul Giornale una giornalista (che ritenevo) seria e capace come Gaia Cesare torna a intervistare Luca di Tolve, presunto ex gay che ha già testimoniato la sua "guarigione" in una vecchia intervista alla Stampa e poi in Rete. Ancora una volta si parla, senza il minimo senso critico, di "terapia" per l'omosessualità e di possibilità di cambiare il proprio orientamento sessuale. Al più, il signore in questione avrà cambiato le proprie abitudini sessuali e si sarà abituato a fare sesso con una donna che ha pure sposato (poverina!).

In più c'è il solito contorno della vita omosessuale tutta "festini", droga, discoteca e divertimenti, che si conclude punitivamente con il contagio da Hiv. Ora, se questa persona ha avuto una vita "estrema" di cui si sente in colpa, non mi pare un buon motivo per addossare quello stesso stile di vita a milioni di altri uomini gay, che evitano tranquillamente quegli eccessi e conducono una vita tranquilla, anche se amano divertirsi. La menzogna più odiosa, poi, è il riferimento ai "privilegi di una società in cui essere gay è trendy, ti serve a trovare un lavoro più facilmente e a fare soldi più in fretta". Questa è proprio nuova, il signor di Tolve ci spieghi qual è il sistema, così ne approfittiamo anche noi gay "non pentiti".

Dopo il salto, un vecchio video con la solita testimonianza di Luca di Tolve, ex (?) gay.

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