A Bologna si parla di immigrati e omosessualità

In Italia vivono alcuni milioni di immigrati e quasi un milione di "figli dell'immigrazione", cioè giovani nati qui o arrivati da piccoli e figli di immigrati o di coppie miste. In genere lo stereotipo che abbiamo su queste persone è che siano tutte eterosessuali, a maggior ragione se provengono da paesi in cui la tradizione e la religione rifiutano decisamente l'omosessualità. Non solo le persone comuni, ma spesso anche gli operatori cadono in questo pregiudizio, specie (dispiace dirlo) se sono di formazione cattolica.

Così non si parla mai del problema che vivono gli immigrati omosessuali e transessuali, spesso colpiti da una doppia discriminazione: respinti dagli italiani come stranieri e dai loro connazionali come deviati. Di immigrati e omosessualità si parla oggi e domani a Bologna, a un convegno organizzato da Arcigay. L'obiettivo è "scambiare esperienze e buone pratiche - dice il segretario nazionale Riccardo Gottardi – tra associazioni e reti di persone che lavorano alla creazione di una società più inclusiva. Solo attraverso il confronto e la valorizzazione di tutte le differenze si possono ottenere risultati concreti per creare le basi di una nuova Italia multiculturale e nella quale tutte le identità sessuali possano esprimersi”. La partecipazione è libera e gratuita.

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