Via dall'Udc il consigliere gay Alberto Villa

C'è poco da stare allegri in Italia, con la maggioranza che ci ritroviamo - in cui i diritti delle persone lgbt sono l'ultimo dei pensieri anche per i ministri che dovrebbero essere più sensibili al tema (vedi Carfagna) - e anche con questa opposizione. A maggior ragione se il Partito democratico insiste nella scellerata ipotesi di avvicinarsi all'Udc. Il partito centrista, infatti, è uno dei più fedeli alla linea del Vaticano (tradendo la storia della stessa Democrazia cristiana) e non perde occasione per dimostrare qual è il proprio atteggiamento nei confronti delle persone lgbt.

La vicenda più recente è quella di Alberto Villa, il consigliere nazionale genovese che un paio di mesi fa fece coming out, rivelando pubblicamente di essere gay nel pieno delle polemiche sul Gay Pride di Genova. Adesso Villa è fuori dall'Udc: a sentir lui, si è dimesso a causa dell'emarginazione subita da quando ha reso pubblico il proprio orientamento sessuale. Il partito, ovviamente, smentisce e spiega che l'Udc non discrimina e che già tutti sapevano di Villa.

Eppure, un conto è essere gay e non dirlo a nessuno (anche se tutti sanno); ben diverso rivelarlo persino ai giornali. Ad ogni modo, dai Radicali e dal Pd sono arrivati inviti a Villa, mentre l'Arcigay gli ha espresso la propria solidarietà. Insomma: in Italia si può essere gay e militare nel centrodestra? Se si è dichiarati finora no.

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