Calcio: "Almeno 12 gay nella seria A inglese"

Si torna a parlare di calcio e omosessualità in Inghilterra, durante il convegno "Homophobia: Football's Final Taboo", dopo le offese che i tifosi del Tottenham hanno indirizzato al calciatore Sol Campbell. In particolare, l'ex difensore Paul Elliott ha ammesso di conoscere almeno 12 calciatori gay che giocano ai massimi livelli nella Premiere League, la Serie A inglese; ma di comprendere perché essi preferiscono mantenere il riserbo sul proprio orientamento.

Elliott da quando ha lasciato il calcio giocato si è dedicato alla promozione dei diritti umani e in particolare alla lotta contro il razzismo, utilizzando la popolarità conquistata sui campi di calcio. Il problema è che in teoria la Football association inglese ha stabilito principi molto validi, ma stenta ad applicarli, specie nel campo dell'omofobia.

Molti non capiscono perché i calciatori gay famosi dovrebbero fare coming out, come chiede anche l'attivista inglese Peter Tatchell: il punto è che l'ambiente del calcio in genere favorisce la nascita di pregiudizi anti-gay e la presenza di campioni apertamente omosessuali in uno sport così diffuso e popolare aiuterebbe molte persone a familiarizzare con l'omosessualità, liberandosi dai pregiudizi.

E poi non si tratta di "sbandierare le proprie preferenze" o ciò che si fa a letto. Ogni giorno siamo bombardati da calciatori fotografati insieme alla velina di turno o alla modella o alla giornalista del momento. Anch'essi stanno "sbandierando"la loro eterosessualità?

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