Riconoscere i genitori gay, si comincia con i braccialetti delle nursery

Riconoscere i genitori gay, si comincia con i braccialetti delle nursery

A leggere la notizia si capisce che il problema è stato di ordine pratico.  Che esiste una procedura che rischia di finire gambe all'aria, che l'ordine della cose naturali è difficile da protocollare. Secondo quanto riporta un articolo de Il Mattino di Padova, l'imprevisto, ormai sempre (ci auguriamo) più prevedibile è stato questo, un bimbo appena nato nel reparto maternità da due mamme, un braccialetto di riconoscimento da mettere al polso:

Finché ad essere dotati di sistema di riconoscimento erano solo mamma e bimbo di problemi non ce ne sono stati, il nodo è venuto al pettine nel momento in cui, per una questione di sicurezza (il bracciale rientra in quel grande calderone che si chiama “Gestione del rischio clinico”) è stato dotato di fettuccia anche l'altro genitore.

Tutto avveniva in Clinica, nel reparto diretto da Giovanni Battista Nardelli, una specie di prova generale di civiltà e di accoglimento di nuove famiglie, perché se è importante la sostanza, anche la forma ha il suo peso. Come ha spiegato lo stesso Nardelli:

Di fronte a questa situazione abbiamo capito che la dicitura “padre” avrebbe, di lì in avanti, potuto creare inopportuni imbarazzi per i genitori. Ne è nato un percorso di verifica con la direzione sanitaria fino alla soluzione: abbiamo modificato i bracciali, non facendo più scrivere “padre”, ma un più generico “partner”. È stato un processo lungo, scattato a seguito di un evento oggettivo, che ci ha permesso però di compiere una riflessione fondamentale.

L'episodio è accaduto due mesi fa. In questi giorni la modifica:

Ci troviamo di fronte a cambiamenti culturali e sociali cui noi clinici dobbiamo saper rispondere in modo adeguato.

Ha concluso Nardelli.

Foto | Getty

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