Danilo Giuffrida: senza patente perché gay, poi risarcito. Anzi, no

Una patenteA luglio avevamo dato la notizia del risarcimento di 100.000 euro a Danilo Giuffrida, al quale era stata sospesa la patente perché gay. Invece no: lo Stato ha fatto ricorso! Secondo l’avvocatura dello Stato, infatti, il “ministero dei Trasporti è soggetto estraneo alla vicenda”, dal momento che “è la Regione Siciliana che ha tutte le attribuzioni degli organi periferici dello Stato in materia di motorizzazione”. Inoltre, l'avvocatura ha precisato che l’esonero dal servizio militare non era stato deciso perché il giovane era gay, ma affetto da “parafilie e disturbi della identità in genere”, quindi legato a “una situazione psicologica di sofferenza e non per la sua omosessualità”, e che la “patente di guida non è stata mai sospesa”.

L'avvocato di Danilo Giuffrida commentando il ricorso, ha affermato:

“Il ricorso dell’avvocatura dello Stato è uno scandalo che grida vendetta. Loro hanno presentato ricorso e noi chiederemo un appello incidentale, avanzando un risarcimento di almeno 500mila euro. E visto che ancora non hanno pagato i 100mila euro per i quali sono stati condannati, faremo il pignoramento per l’equivalente della cifra, magari bloccando qualche carro armato”.

Quindi ha chiosato:

“È davvero strano che lo Stato invece di chiedere scusa pubblicamente al mio assistito a nome di tutti gli italiani decida di ricorrere contro una sentenza che riconosce il danno esistenziale di una persona che è discriminata perché gay”.

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