Michele Pazzini: un candidato gay alle elezioni di San Marino

Michele PazziniMichele Pazzini è il segretario dell'associazione gay di San Marino (la più piccola del mondo, ma, come dice lui, le dimensioni non contano!). Ora Pazzini si candida alle elezioni 2008 come indipendente nella lista di Sinistra Unita e sul blog dell'associazione racconta la motivazione che lo ha portato a candidarsi alle politiche sammarinesi.

“Mi è sempre piaciuto pensare di vivere in un paese che precorre i tempi. Purtroppo, in materia di diritti civili viviamo nell’arretratezza. In particolare mi riferisco alle unioni civili. E quando parlo di unioni, faccio un discorso a 360 gradi in cui includere ogni tipologia di coppia: uomo-donna, uomo-uomo e donna-donna. Geograficamente San Marino si trova in mezzo a nazioni in cui il riconoscimento delle coppie di fatto avviene già da diversi anni”.

Italia e Vaticano esclusi, per parlare delle immediate vicinanze...

“Ciò che mi sono sempre chiesto è perché anche nel nostro paese non è possibile ottenere giustizia. Le coppie che convivono, attendono una risposta concreta ai loro bisogni, per evitare quell’odiosa discriminazione che continuano a subire. Per una qualsiasi coppia è indispensabile poter vivere nella legalità: questo significa che i diritti successori, di assistenza e di decisione nelle cure, sono costituiti da una normativa chiara basata sulla tutela. Ci sono coppie, giovani e meno giovani, che vivono nel disagio e pretendono, con tutta la legittimità, gli stessi diritti che tutti hanno, cioè: accesso alle liste per le case popolari, agli asili nido quando ci sono dei figli, l’accesso a contributi e sostegni”.

Poi continua:

“Io vorrei che anche San Marino non stesse ad occhi chiusi e iniziasse invece a confrontarsi con questi temi, con la modernità, che non è solo economia. La mia idea non è quella di istituire detti registri [per le unioni civili] anche a San Marino (che sì, servono alla crescita culturale del paese, e dei politici) ma possiamo anche benissimo saltare questo passo e andare subito al sodo: al riconoscimento legale delle coppie di fatto a tutti gli effetti. Questo significherebbe elevare il nostro stato sia di livello culturale che di livello giuridico in riferimento alle unioni civili. Sono pretese troppo grandi? No, sono Diritti”.

Quindi conclude:

“È giunto il momento che la politica smetta di guardare ammutolita da un’altra parte e invece riconosca diritti e dignità sociale agli amori, siano essi fra uomo-donna, donna-donna o uomo-uomo. È ora di garantire il rispetto e la tutela anche a quei cittadini che finora sono stati dimenticati, che però cooperano allo sviluppo del paese e, come tutti, pagano le tasse. Le coppie di fatto sono, volenti o nolenti, parte integrante della nostra società”.

Da buoni vicini auguriamo a Michele Pazzini di coronare i suoi progetti.

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