Papa Leone X, gay e mecenate

Papa Leone x

L’omosessualità di Leone X, nato con il nome illustre ma secolare di Giovanni de’ Medici, viene citata in diverse lettere e documenti contemporanei del pontefice (primo fra tutti il Guicciardini) e ripresa poi da diversi storici anche nel secolo successivo.

Ma al di là del suo orientamnto sessuale e dei celebri, monumentali budini da cui, si mormorava, uscissero baldi giovani pronti a tutto, il de’ Medici, figlio, non possiamo certo dimenticarlo, del Magnifico, fu soprattutto un raffinatissimo cultore delle arti.

Grazie al suo alto patrocinio furono fatti svariati interventi di recupero e restauro di importanti monumenti come l’incantevole Chiesa di Santa Maria Maggiore a Roma e la bellissima piazza del Popolo a Firenze, città simbolo dello splendore mediceo e che proprio Leone x aveva saputo ricondurre nelle braccia della sua famiglia, cacciata dalla superba città del giglio solo nel 1497.

Una glorificazione dinastica che il colto e mondanissimo Leone (che, secondo alcuni, al momento dell’elezione al trono di san Pietro avrebbe sussurrato al cugino Giulio «Poiché Dio ci ha dato il Papato, godiamocelo») volle superbamente immortalare nella nuova Sacrestia di San Lorenzo.

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