Ahmadinejad si corregge: "Ci sono gay in Iran, ma pochi"

In effetti era difficile credere alle parole del presidente iraniano che, un anno fa, aveva giurato che in Iran non esistevano l'omosessualità e gli omosessuali: "Questo è un fenomeno occidentale", aveva affermato durante il suo viaggio negli Stati Uniti. Pochi giorni fa, la marcia indietro in un'altra intervista, in cui ammette la presenza di uomini gay, chiarendo però che si tratta di pochi individui e che non devono permettersi di esporre questa condotta in pubblico:

"Non ho detto che non esistono; ho detto che non esistono nel modo in cui ci sono da voi. In Iran (l'omosessualità) è considerata un atto sgradevole e orribile. Semplicemente alla gente non piace. I nostri princìpi religiosi ci dicono che è contro i nostri valori e contro tutte le leggi divine... È considerata un abominio; scuote le fondamenta della societò, la base della famiglia; mette in pericolo l'umanità; diffonde le malattie... La società americana non dovrebbe vantarsi di difendere e sostenere l'omosessualità... Certo, se qualcuno pratica un atto del genere nella propria casa, senza che si venga a sapere, non ci interessa. Le persone sono libere di fare ciò che vogliono nel chiuso delle loro stanze. Ma nessuno può fare in pubblico qualcosa che viola la legge".

Non è che ci sia molta differenza con alcuni politici o autorità religiose nostrane...

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