Arredare in stile gay: intervista all'autore del libro "Gay living"

Copertina del libro "Gay living"Del libro Gay living Queerblog ne ha già accennato qui. Si tratta di un libro interessante, con testi e foto di Gianni Basso, titolare dell’agenzia fotografica Vega MG, e pubblicato da Gribaudo. Abbiamo raggiunto l’autore che gentilmente ha risposto ad alcune domande per noi di Queerblog.

Come è nata l’idea di questo libro?
Sono un fotografo e sono titolare dell’agenzia fotografia Vega MG. Come agenzia siamo specializzati in architettura d’interni e lavoriamo con moltissimi editori al mondo. L’idea è nata proprio in agenzia. Nel mio lavoro ho incontrato molti architetti in giro per il mondo e alcuni di loro erano gay e da qui è scaturita l’idea di concentrarsi sugli interni delle case degli uomini gay (il libro, infatti, presenta solo case di uomini gay). Ho sempre pensato che un libro del genere sarebbe potuto essere molto interessate e molto originale, perché nel campo mondiale dell’editoria non esisteva nulla del genere. In agenzia ci siamo chiesti se l’idea potesse essere vincente o meno: ed eravamo tutti d’accordo nello scommettere su questo progetto.

Come è stato realizzato il libro?
L’ambizione originale era quella di realizzare un libro di interni gay in tutto il mondo. Invece poi con l’editore ci siamo focalizzati più sull’Europa. La cosa affascinante è stata proprio il come si è sviluppato il libro. Si è trattato di una ricerca door to door a livello europeo. Dopo aver deciso con l’editore di fare un libro sulle case gay a livello europeo ed aver individuato delle città (Roma, Venezia, Milano, Barcellona, Amsterdam, Berlino, Parigi, Londra), mi sono mosso a partire dalle amicizie. Per esempio: conoscevo una persona a Londra, l’ho chiamata e gli ho esposto il progetto. Lui non conosceva nessuno, ma aveva un amico gay che poteva indirizzarmi quindi partivo, andavo a Londra e di qui scaturivano altre conoscenze che mi portavano a nuove mete. Praticamente, in due mesi e mezzo di viaggio ho realizzato il libro. È stata un’esperienza interessantissima: io non sono gay, ma grazie a questo libro sono entrato in una dimensione molto affascinante. Ed essendo io un reporter il fatto di partire, di ricercare, di investigare è stato veramente stimolante.

In questo suo viaggiare ha scoperto se esiste uno “stile gay” nell'abitare?
Mi sono posto questa domanda che, di fatto, è una domanda che nasce spontanea. Sviluppando e realizzando questo libro ho scoperto, però, che uno stile gay vero e proprio di fatto non c’è. Tuttavia esiste una certa sensibilità rispetto alla casa e all’abitare che hanno sicuramente tutte le persone che ho incontrato: da parte degli uomini gay c’è un grande interesse nei confronti della casa. Un interesse che, credo, non abbiano le lesbiche. Mi sembra, infatti, che le lesbiche cerchino più un rapporto con la propria partner e quindi la casa diventa non più il nido ma un ambiente molto privato in cui l’arredamento non conta ma conta più la personalità.

In fatto di arredamento, il gay ha più buon gusto di un etero?
È un po’ un luogo comune il fatto che l’uomo gay abbia gusto. Di fatto, il gusto può essere anche molto discutibile. Anche all’interno del libro ci sono tre case dai gusti forti: sempre gusto è, anche se è un gusto forte.

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