Bagnasco sulla linea di Ratzinger: non chiamare famiglia altri tipi di unioni

Il cardinal BagnascoGli incontri del consiglio permanente della CEI sono stabiliti con largo anticipo. Eppure capita spesso che coincidano con eventi, situazioni, proposte di legge che riguardano il mondo gay. Come questa volta: il consiglio è riunito dal 22 al 25 settembre a Roma e, fra le altre cose si parla di famiglia. La “musica” è sempre la stessa, lo sappiamo. Ma sappiamo anche che i nostri politici sono particolarmente sensibili a quanto che dicono i vescovi e usano questa o quella frase a seconda dell'aria che tira. È per questo che si ritiene opportuno riportare il passo della Prolusione del cardinal Bagnasco che si riferisce alla famiglia. Volenti o nolenti avrà influsso sulle scelte politiche di questo Paese. Il testo dell'intera Prolusione si può scaricare qui.

Sul finire del punto 9 Bagnasco dice:

Più in generale, a proposito della famiglia, noi siamo profondamente persuasi con il Papa che, nonostante le “burrasche” che sono oggi da affrontare, essa è la “cellula primordiale (…), lo zoccolo solido sul quale poggia l’intera società”. Per questo sarà bene non dare per scontata la preparazione indispensabile per “difendere l’unità del nucleo familiare a costo anche di grandi sacrifici (…) perché l’amore vero non si improvvisa”, specie in una stagione in cui “viene usato il termine famiglia per unioni che, in realtà, famiglia non sono”. È sullo sfondo peraltro di queste sfide, ossia della capacità “di evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica” che il Papa ha sollecitato il sorgere “di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile”, e che siano per ciò stesso ragione di vita e di speranza per l’intera società.

  • shares
  • Mail
7 commenti Aggiorna
Ordina: